Dopo quello sulla professione del medico, pubblichiamo oggi il secondo contributo. E’ opera di un insigne avvocato di Milano, Isabella Beccaria, della quale conosco personalmente sia l’elevata professionalità che la spiccata integrità.

Ecco il suo testo:

LA PROFESSIONE DI AVVOCATO E L’ETICA

Svolgo la professione di Avvocato da oltre 40 anni. Quando mi sono iscritta all’Università al corso di giurisprudenza – con la ferma decisione di abbracciare la carriera forense- l’ho fatto perché avevo una profonda stima della categoria, che mi derivava da esempi in famiglia e  da quelli di  amici dei miei genitori. Ritenevo che la professione di avvocato fosse patrimonio di una categoria di persone colte, oneste e che  credevano nella giustizia.

E così è stato, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, per i primi vent’anni della professione. E poi è intervenuto il graduale deterioramento dei valori. Siamo ora in un momento in cui la professione di avvocato è diventata un business come tutti gli altri, ivi incluse le concessioni che vengono fatte in campo imprenditoriale. Ormai il “dolus bonus “  ( vantare le merci  ergo il nostro lavoro, attribuendo alle  stesse proprietà inesistenti n.d.r.) non oggetto di censura negli affari – stigmatizzato in passato per la categoria alla quale appartengo – è ampiamente tollerato.

I principi  di deontologia che ci venivano insegnati come fondamentali , sono stati completamente accantonati , anche da recenti riforme legislative. E’ infatti consentita la pubblicità per gli studi legali; è consentito il patto di quota lite; vengono fatte vere e proprie gare appalto per i servizi di consulenza legale. La parcellazione oraria, che tanto spazio ha ormai  negli studi legali – unitamente a budget predeterminati per  certe prestazioni – non va forse a scapito dell’accuratezza del lavoro–e di conseguenza dei clienti che ci affidano i loro interessi, se non addirittura di abusi da parte di colleghi spregiudicati?

Forse, mi dico, sono i tempi che lo impongono, sono le nuove strutture dei nostri studi che ci impongono di fare budget e consuntivi , spesso a scapito e della qualità del lavoro e , mi sia consentito anche dei clienti. Ci lamentiamo che i Tribunali sono soffocati da un carico di contenzioso ingestibile; non ci chiediamo chi lo crea spesso questo contenzioso?

 Fino a qualche tempo fa  il compenso si parametrava sia sulla difficoltà della questione trattata, sia sul risultato conseguito, sia infine – e da ultimo – sull’impegno in termini di tempo. E questo è a mio avviso l’unico modo per compensare in modo corretto una prestazione di natura professionale e per non intasare i Tribunali con un inutile contenzioso, spesso evitabile tramite una corretta trattativa tra Legali. Gli attuali sistemi di parcellazione sono  spesso a scapito dei clienti che, rassicurati  da preventivi  e da contratti di consulenza “blindati”  nonché da una pretesa trasparenza dei time sheets (ripartizione del tempo del lavoro), non hanno di fatto alcun controllo  sulla congruità del compenso rispetto alla qualità della  prestazione resa.  

Da ultimo non posso non rilevare la mancanza di fair play tra colleghi , spesso non stigmatizzata in sede giudiziale. La produzione di corrispondenza riservata tra patroni, anche nelle occasione in cui non viene ammessa in giudizio, non dà luogo ad alcuna conseguenza per il legale che “ ci ha provato”. E intanto il Giudice ha letto il documento , ha visto a quale punto della trattativa si era giunti e viene ineluttabilmente condizionato dalla posizione assunta in sede  stragiudiziale dai legali. Ma questo è solo un esempio e non dei più gravi.

Cosa suggerire ai giovani che entrano ora nella professione? Considerare il nostro lavoro sempre una professione, risalire all’etimologia del termine “professare” cioè “ dimostrare e seguire un’idea e dei principi” . Cosa professiamo noi?  Il rispetto dei diritti e la tutela dei nostri assistiti. Se l’obiettivo è il guadagno ad ogni costo sarà meglio  che si orientino su un’altra attività.

Se intendete rivolgere commenti o osservazioni a Isabella Beccaria, potete indirizzarli su questo blog o al suo indirizzo mail: beccaria.isabella@libero.it

Ricevo e molto volentieri pubblico alcuni aforismi sul “governo dei tecnici” inviatimi da un nostro blogger (agricoltore, imprenditore, scrittore e quant’altro), Franco Francescato, fra l’altro anche padre delle mie figlie. Leggendoli ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Buona lettura!

Se…

Se non capiscono che + 5 cent. sul gasolio diventano + 20 cent. sulle zucchine, vuol dire che i marziani esistono.

Se colpisci solo chi dà lavoro, chi lavora e chi ha lavorato, avrai sempre meno gente che lavora o dà lavoro.

Se non si possono diminuire le spese, basta aumentare le entrate. Ma anche la banda della Magliana non è durata per sempre.

Se paghiamo, senza protestare troppo, l’IVA su accise e tasse per carburanti, gas e luce, speriamo non gli venga in mente di aggiungerla anche sull’IRPEF!

Se non capiscono che lo sceriffo di Nottingham preso a randellate è solo il simbolo dello Stato ladro, allora vogliono proprio Robin Grillhood.

Se ci viene detto che la politica costa e senza i rimborsi i partiti ruberebbero, possiamo sempre fargli avere le arance in galera, se ci fossero abbastanza galere.

Se annunci rigore, equità e crescita, e ti fermi al rigore, la fase due rischia di essere una ritirata ingloriosa. La storia non perdona.

Se ci viene detto che non ci sono soldi, vuol dire che non ci sono per fare ricerca, istruzione, giustizia e sanità. Per il resto, ve ne sono, e come!

Se inflazione, spread, disoccupazione e povertà crescono, come si fa a farsene un vanto?

Se, per tagliare le spese inutili, fra ascia, segaccio o bisturi, hanno scelto le forbicine da unghie, allora siamo proprio fatti.

Se curi il cavallo con una cura da cavallo, e il cavallo muore, non hai curato il cavallo, lo hai ucciso.

Se attingi acqua da un pozzo per andare a innaffiare l’orto, ma il secchio è bucato, non innaffi l’orto, sprechi l’acqua e finisci per esaurire il pozzo.

Se esigi il pagamento dei tuoi crediti, ma non paghi i tuoi debiti, ricordati di recitare tre Pater Noster, ma forse non basteranno per l’assoluzione.

Se si viene ridotti in povertà, ci si può consolare con la certezza che i soldi delle nostre tasse vengono RUBATI, SPRECATI, DILAPIDATI!

Se pretendi che io tenga fatture e estratti conto per 5 anni, ma tolleri che un presidente di Regione non li trovi, allora scrivi le battute per i comici.

Se, dopo un palazzinaro e puttaniere, ci hanno dato un ragioniere sadico, recessivo, repressivo e testone, “Arridatece er puzzone”!

Se, incuranti dei ragazzi stesi davanti ai cingoli, non fermano il carro armato, allora è molto peggio di Piazza Tien- An -Men.

Se poi va a finire che il rigore, recessivo e repressivo, non serve a niente, chiamiamo Ronaldo a tirarne un altro?

Se non ci si può opporre alla tassazione senza fine, ci si può consolare pensando che al peggio non c’è mai fine.

Se non capiscono che, non restituendo l’IVA in fattura, non la incassano comunque, e in più perdono l’IRPEF di chi non fattura, i professori dovrebbero tornare a scuola. Ma non a insegnare.

 

Franco Francescato

IL NOSTRO DOCUMENTO PIÙ IMPORTANTE: LA NOSTRA MISSIONE

È con grande orgoglio che oggi vi presento  la nostra missione. È il documento che da ora in poi guiderà tutte le azioni che intraprenderemo  per Eticasempre e che informerà la nostra condotta verso l’interno e l’esterno.

Custoditela, rileggetela ogni volta che state per dar vita ad un’azione, diffondetela nella vostra comunità.

Nel corso dell’Assemblea, la cui data verrà fissata a breve, avrò modo di illustrarvela con maggiore dettaglio insieme ai capigruppo che hanno lavorato con me a questo documento.

Infine, una versione più sintetica sarà disponibile nei prossimi giorni. Eccovi quindi il testo originario:

IN CHE COSA CREDIAMO

Noi crediamo che l’etica – intesa come la libertà dell’individuo di perseguire i propri obiettivi nel rispetto e nel bene degli altri – sia la base fondante di un nuovo modello di vita.

I nostri fondatori, i nostri soci, i nostri sostenitori sono convinti che solo  il comportamento etico potrà consentire:

-          alla politica di svolgere il vero ruolo per cui ha ricevuto il mandato dagli elettori: quello di porsi al  “servizio del cittadino”,  e agire unicamente nel suo interesse;

-          al mondo degli affari di contribuire allo sviluppo del Paese, in un ambiente equilibratamente competitivo, senza cercare scorciatoie  e connivenze che generano corruzione e distorsioni sociali;

-          alle imprese di poter operare sul territorio, con la piena, tempestiva e corretta  collaborazione delle istituzioni  per conseguire, senza lacci e lacciuoli, i loro obiettivi e quelli dei loro dipendenti;

-          alla finanza e alle istituzioni finanziare di agire, non più e non solo, nell’interesse di pochi, ma soprattutto di quello dei  molti che necessitano delle fonti di credito per la loro famiglia, la loro azienda, i lavoratori che da loro dipendono;

-          ai cittadini di operare nel rispetto di se stessi, della comunità in cui vivono, dell’ambiente, ma al contempo di non considerarsi più “sudditi”, ma “attori” di un sistema democratico che conferisce loro il diritto di essere adeguatamente rappresentati e di ricevere i servizi da loro finanziati con la tassazione;

-          alla comunità tutta di agire nel rispetto della “cosa pubblica” e dell’ambiente per consegnarlo intatto, e se possibile migliorato, alle nuove generazioni.

La nostra azione si pone quindi l’obiettivo di ricreare le  fondamenta  di questi valori che nel tempo, nel nostro Paese, si sono andati affievolendo o sono stati addirittura calpestati.

CHI SIAMO

I nostri fondatori, i nostri soci, i nostri sostenitori hanno firmato, per far parte della nostra associazione un “codice etico” che li impegna a rispettarne i valori  e a lottare per riportarli nel nostro Paese. Pur incoraggiando ciascuno a perseguire le proprie idee politiche anche nell’esercizio del voto, i nostri aderenti si sono impegnati a non iscriversi o ad  operare per nessun partito politico.

Noi intendiamo costituire/essere un movimento di opinione in cui è bandita ogni discriminazione relativa a credo politico, religioso, nazionalità, sesso e ogni altro ancora, che si pone al solo servizio dei cittadini italiani e stranieri che vivono nel nostro Paese.

COME CONSEGUIREMO LA NOSTRA  MISSIONE

Noi intendiamo, con l’apporto volontario di soci, sostenitori e di quanti condividono le nostre idee:

-          stigmatizzare i comportamenti non etici delle categorie che operano in modo difforme dai principi etici che abbiamo illustrato;

-     diffondere i nostri valori etici, a partire dalle scuole, perché siano formati i cittadini di

domani;

-          portare assistenza a quanti dalla mancanza di principi etici sono stati penalizzati, come ad esempio gli anziani , i giovani, i lavoratori, le imprese.

IN CHE MODO CI SIAMO/CI STIAMO ORGANIZZANDO

Abbiamo formato un’organizzazione, coordinata dal Presidente, costituita da gruppi di lavoro. A ciascun gruppo, presieduto da un capo-progetto, è affidato il compito di ideare e realizzare le azioni più idonee ad operare nelle aree sopra descritte.

Sono parte integrante della struttura la segreteria organizzativa, il responsabile dei rapporti con il web e i sistemi telematici che supportano e facilitano il dialogo e il collegamento diretto con tutti i nostri interlocutori.

Al Presidente e ai capigruppo si affiancherà un “Comitato di Saggi”, in rappresentanza di tutte le categorie professionali. A loro verrà affidata la cura di diffondere il nostro credo nell’ambito della loro categoria e di assistere i Capigruppo e il Presidente nelle azioni che andremo ad espletare.

QUALI SONO I VALORI CHE CI GUIDERANNO

-          Il rispetto del nostro codice etico che abbiamo sottoscritto (v. allegato).

-          La competenza, la passione, l’impegno nel progettare e dare esecuzione alle nostre azioni.

-          La capacità di monitorare sistematicamente i “fatti”, le notizie che richiedono il nostro intervento e di reagire nel più breve tempo possibile.

-          L’esempio e le capacità necessarie alla diffusione di questi valori.

COME CI FINANZIEREMO

I finanziamenti di oggi derivano esclusivamente dagli apporti personali dei fondatori e dalle quote di iscrizione dei soci.

Ci adopereremo però per  ottenere da chi condivide le nostre idee – organizzazioni o privati – fondi per realizzare  i progetti a cui teniamo di più: la sensibilizzazione dei bambini della scuola dell’obbligo attraverso programmi nelle scuole; il supporto sia economico che psicologico che terapeutico agli anziani incapienti; i programmi di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; offrire alle organizzazioni e ai loro interlocutori gli strumenti idonei a riconoscere e sviluppare i valori etici per porli alla base della loro crescita.

Noi intendiamo accettare finanziamenti solo da individui e organizzazioni che aderiscono ai nostri principi.

COME CONTROLLEREMO LE NOSTRE SPESE

La nostra è un’associazione senza fini di lucro. L’attività , ad esclusione della segreteria e del responsabile del web, viene realizzata esclusivamente da volontari – Presidente e Capigruppo inclusi – che non percepiscono nessun emolumento  in qualsiasi forma.

Il nostro bilancio – benché non richiesto dal  nostro statuto -  verrà certificato da un’organizzazione indipendente che dia garanzia di operare con i principi di eticità qui espressi.

CHE COSA CHIEDIAMO A CHI CONDIVIDE LE NOSTRE IDEE

Purtroppo non è per tutti possibile offrire un contributo di lavoro. Chiediamo pertanto a chi condivide le nostre idee di aiutarci a farle rispettare e a diffonderle nelle loro famiglie e nella comunità in cui vivono.

NOI VOGLIAMO RIPORTARE NEL NOSTRO PAESE L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI E, NEL TEMPO,  DI CONSEGNARE AI NOSTRI FIGLI IL NUOVO MODELLO CHE NOI AVREMO CONTRIBUITO A CREARE.

La nostra proposta alla spending review (testo di Antonio Pattano)

Nel momento in cui il governo chiedeva ai cittadini di inviare le loro proposte per la “spending review” (tagli della spesa pubblica), ecco il testo inviato dal nostro capo-progetto “politici” Antonio Pattano, che vi invio solo oggi dopo aver ottenuto gli avvisi di “ricevimento” da parte dei destinatari.

Vogliate notare, all’ultimo punto, l’11,  la nota critica all’iniziativa. Segue testo.

1. ————————————————————————————-

Oggetto: Tagliare i rami secchi e non crearne altri

Amministrare è un servizo, non un vitalizio. Chiudere gli Enti e in genere le strutture inutili e limitare il numero delle “poltrone”. Resta certamente il personale dipendente (e spero produttivo) da risistemare ma si elimina il costo delle strutture dismesse.

Utilizzare i parlamentari (credo qualificati e oggi in numero eccessivo) in quanto già retribuiti, per evitare costose consulenze e incarichi esterni. Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

2. ————————————————————————————-

Oggetto: Ottimizzare la mappa delle Amministrazioni

Obbligando da subito:

1) L’accorpamento dei comuni con meno di 10.000residenti;

2) L’accorpamento delle provincie più piccole in quelle di provenienza e pianificandone a breve (tre-quattro anni) l’eliminazione (c’è già troppa struttura di governo)

3) La formazione di consorzi tra comuni e regioni per la gestione dei servizi con effettiva riduzione dei costi e miglioramento della qualità

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

3. ————————————————————————————–

Oggetto: Responsabilità Amministrativa

Obbligo di rendicontazione pubblica degli Amministratori alla cittadinanza con presentazione dei bilanci previsionali e relativi consuntivi annuali e con possibilità di intervento dei cittadini amministrati (Bilancio partecipativo effettivo). Accessibilità della documentazione contabile a commissioni civiche costituite dai cittadini in occasione di contestazioni.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

4. ————————————————————————————–

Oggetto: Favorire la meritocrazia

Attivare all’interno della stessa Amministrazione meccanismi che premino le risorse capaci di realizzare efficienza e razionalità e capaci di eliminare inefficienze e sperperi nelle attività e nei processi propri della struttura. Meccanismi che siano indipendenti dalla gerarchia e che consentano valutazioni il più possibile oggettive come avviene in buona parte nelle strutture medio-piccole private. Spesso i grandi risparmi si ottengono anche tagliando innumerevoli piccoli sperperi.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

5. —————————————————————————————

Oggetto: Equità contrattuale da subito

Attuazione immediata del tetto di retribuzione dell’Alta Direzione. Enormi divari retributivi tra dipendenti, dirigenti preposti e alto management dissuadono i dipendenti a “darsi da fare” per migliorare i processi, ridurre le inefficienze e gli sprechi invogliandoli di contro al menefreghismo e all’assenteismo, a danno ovviamente della collaborazione che si sta cercando di riattivare.

In particolare si ricorda l’anomalia delle esose somme spesso contrattualmente dovute, quale “buonuscita” anche nei casi di sofferenza delle strutture amministrate. Al riguardo va ricordato che difficilmente una struttura collassa per colpa della “manovalanza”.

Non intervenire con urgenza può vanificare ogni sforzo di risanamento.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

6. ————————————————————————————

Oggetto: Giustificare le consulenze

Obbligare la verifica delle effettive capacità interne alla struttura prima di ricorrere alle costose consulenze. Non si deve ricorre a consulenze per “giustificare delle scelte” sfuggendo a proprie responsabilità.

Obbligare l’Amministratore a giustificare ogni volta la scelta del ricorso alla consulenza e a renderne conto pubblicamente.

In molti casi la mancanza di capacità interne alla struttura è dovuta a insufficiente valutazione nella selezione delle collaborazioni.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

7. ————————————————————————————

Oggetto: Penalizzare le “opere incompiute”

Sanzionare l’incompiuto! Troppe sono le opere pensate, deliberate e inizate ma lasciate lì, incompiute a dimostrazione visibilmente lo sperpero di denaro pubblico e i costi aggiuntivi derivanti nei casi di successiva riconversione della destinazione.

Individuare le responsabilità e recuperare i danni.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

8. ————————————————————————————

Oggetto: Valutazione e delibera di spesa

Una prassi in uso pare quella di sottovalutare i costi a preventivo per pervenire alla delibera di esecuzione o di assegnazione dei lavori. Poi in corso d’opera mirabili “eccezioni” che fanno lievitare il costo fino a quello che in realtà doveva essere correttamente preventivato (e forse, spesso, di più).

Occorre modificare il sistema di offerta/appalto/preventivo obbligando divieti di sforamenti di sorta e che da una parte impediscano all’Amministratore di pagare oltre il preventivato e dall’altra rendano cosciente l’offerente che non potrà ottenere più di quanto pattuito.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

9. ————————————————————————————–

Oggetto: Utilizzo improprio delle risorse pubbliche

Il danneggiato è ovviamente il cittadino! Ma di norma il cittadino non è mai chiamato in causa come parte lesa. Si va dall’utilizzo dei mezzi messi a disposizione dell’Amministrazione (auto, telefoni, spazi, strutture …) dall’utilizzo improprio del personale dipendente o collaboratore (sistemazione del giardino della propria abitazione piuttosto che della tubatura o dell’impianto elettrico …) ai più appetibili soldi (appropri,mazzette, favori a associazioni di parte, …). Non si giustificano ritardi o protezioni di sorta quale “l’autorizzazione a procedere”.

L’incarico pubblico va immediatamente sospeso venendo meno un elemento fondamentale: la fiducia.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

10. ————————————————————————————-

Oggetto: Capitalizzare a beneficio della riduzione del debito

Realizzare liquidità con la cessione degli immobili inutilizzati allo scopo di ridurre il debito pubblico e quindi l’emissione di titoli di Stato. Il tutto come succede nelle normali famiglie quando diventa necessario “tirare la cinghia”. Non ha senso mantenere strutture inutilizzate e pretendere altri soldi dai soliti cittadini che purtroppo hanno problemi anche gravi e nessuno che li aiuta a risolverli.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

11. ————————————————————————————

Oggetto: Il buon esempio del CAPOFAMIGLIA

Gli associati di ETICASEMPRE, dopo aver dedicato gratuitamente in proprio e attraverso l’Associazione, del lavoro sul tema proposto, vuole esprimere qualche dubbio sull’iniziativa, anche se l’argomento è escluso dalla consultazione.

Non è piacevole nè incentivante assistere al penoso e continuo rinvio della riduzione dei costi nel vertice della macchina Amministrativa. Si parla troppo di emolumenti, di privilegi, di numero dei parlamentari, di finanziamento ai partiti e via dicendo ma non si vede nulla di sostanziale.

Qualcuno di voi afferma insignificanti tali interventi, ma i grossi capitali son fatti di tanti centesimi messi insieme e, consentitemi, tante sane famiglie hanno allevato i propri figli con l’esempio più che con le parole.

Ora, nonostante la riconosciuta capacità dei nuovi e antichi preposti alla conduzione del paese si chiede ai cittadini di proporre interventi atti a ridurre le spese dell’Amministrazione Pubblica. Difficilmente crediamo che tra queste proposte si possa trovare qualcosa di nuovo o qualche soluzione magica che risolva, anche se speriamo.

Quindi ci chiediamo se questa prassi non sia semplicemente finalizzata a “giustificare” le soluzioni che saranno prese scaricandone l’impopolarità sul cittadino, oppure se si voglia in qualche modo pubblicizzare le difficoltà attuative di certe scelte.

A nostro avviso è più probabile la prima.

Comunque buon lavoro.

Grazie per l’attenzione.

Antonio PATTANO – ETICASEMPRE

AVVISO IMPORTANTE SUL MESSAGGIO FINANZIAMENTO PARTITI

Alcuni  dei destinatari del nostro primo messaggio, fra cui anche corrispondenti con questo blog, ci hanno chiesto maggiori informazioni . Quindi, a chi ancora non avesse spedito la cartolina preciso che:

- il mezzo migliore è il telegramma, ma costa di più (per chi può, va benissimo)

- le mail non vanno bene perchè non vengono lette dal diretto interessato e ricevono una risposta “d’ufficio” tramite la segreteria

- proponevo quindi una cartolina con attaccato o disegnato un post-it. (il post-it non è indispensabile, ma sta a dire “ricordati di..”)

A chi non ha ancora scritto ripeto le istruzioni, modificando il testo perchè sono passati alcuni giorni.

 

Il telegramma o la cartolina (ripeto, no mail) vanno scritti semplicemente come segue:

Da: (vostro nome e cognome)

A: Pres. del Consiglio Mario Monti, Palazzo Chigi – Pres. della Camera Gianfranco Fini, Montecitorio – Pres. del Senato Renato Schifani , Palazzo Madama- ROMA

“Il tempo da voi indicato per la delibera sul finanziamento ai partiti E’ ORMAI SCADUTO! Intendete prendere una decisione? Quando? Ne terremo conto nel nostro voto alla prossima chiamata alle urne”

Vostra firma.

Spedizione per posta con francobollo per cartolina.

Vi informo che fino ad oggi non solo moltissimi hanno aderito al nostro invito, ma hanno anche girato la nostra proposta ai loro amici. Potete farlo anche voi?

Un abbraccio

Gigliola

COME VI AVEVO ANTICIPATO,

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL PRIMO ARTICOLO SU UNA PROFESSIONE. ABBIAMO SCELTO, PER INIZIARE, LA PROFESSIONE DEL MEDICO. CI ARRIVA DAL DR. CRISTIANO GANDINI, UN VALENTE E STIMATO PROFESSIONISTA, CHE CI DICE COME LA PROFESSIONE POTREBBE CAMBIARE CON L’ETICA E COSA STA PROGETTANDO PER LE GIOVANI GENERAZIONI.

 SCRIVETEGLI PURE DIRETTAMENTE SU: cristiano.gandini@fastwebnet.it

Il valore dei valori in medicina

 

Sono medico da 28 anni, oggi ne ho 53. Lavoro in rianimazione pediatrica e in terapia del dolore. In questi decenni di professione ho avuto la fortuna di partecipare al progresso della medicina, una delle più entusiasmanti rivoluzioni dell’umanità, un’età aurea ricca di successi contro la malattia e la sofferenza.

 All’inizio ricordo un armamentario fatto di poco e niente. Ho in mente la prima volta in pronto soccorso al capezzale di un uomo con l’infarto. Avevamo somministrato morfina, ossigeno e nitroglicerina, rimaneva solo la possibilità di stare lì vicini a lui e sperare che sopravvivesse. Stanze di ospedale fatte di molti letti e pochi comfort. Indagini diagnostiche tutt’altro che innocue e sofisticate.

 In tutta quella scarsità  chi eravamo era chiaro, era chiaro chi fosse il medico e cosa facesse: curava persone malate e i malati ne rispettavano la figura. Oggi siamo ricchi di strumenti diagnostici precisi, farmaci potenti, lavoriamo in strutture spesso nuove. I vecchi stanzoni sono un ricordo. Siamo estremamente più efficaci. Ma chi è un medico oggi? E’ una domanda che mi faccio spesso: chi è il medico per sé e per il malato? Quale è la sua immagine? La sua figura è ancora rispettata?

 Insegno negli Stati Uniti e nell’ultima lezione a studenti del quarto anno mi è stato chiesto quali fossero le mie armi contro il burn out (l’esaurimento da lavoro). Perché dovrei essere stanco della mia professione?  Ci troviamo oggi di fronte ad una contraddizione: la medicina non è mai stata così potente e i medici mai così poco soddisfatti. Molti colleghi della mia età sono contrari a fare seguire le proprie orme ai loro figli.

 Penso che il progresso ed il successo abbiano deviato la nostra attenzione: invece di curare persone oggi curiamo malattie, alle volte anche solo sintomi. Siamo molto attenti ai problemi medico-legali, a soddisfare le esigenze gestionali e alla redazione esatta della cartella sul computer. Abbiamo poco tempo per ogni paziente perché, si sa, lo richiede la produzione. Abbiamo lasciato gli ospedali a manager d’impresa, ci stiamo piegando ad alleanze fra politici, amministrativi e paramedici. Siamo così “depersonalizzati” che non ci stiamo più ritrovando. La nostra crisi si rispecchia nei pazienti che spesso si dedicano al “doctor shopping” e a divenire medici di se stessi grazie ad internet.

 Il concetto di “medico” corrisponde ad una categoria a priori della mente umana. Esistevamo anche quando non avevamo medicine. Da sempre ed ovunque esiste la figura del “guaritore”, una persona innanzitutto etica che cura con l’impiego di valori e con il proprio rapporto con il prossimo. Sia che si occupi di malattia che di salute, la medicina è fatta di rapporto e il rapporto è fatto di fiducia. Il potere curativo del medico sta nella sua dignità e credibilità sociale.

 La mia proposta è duplice. E’ importante la formazione: penso ad una scuola capace di insegnare agli studenti una metodologia di lavoro, strategie decisionali. Perché il laureato in medicina diventi medico è necessario spiegargli i fondamenti non solo scientifici ma anche filosofici e morali della professione. I nostri giovani conoscono benissimo le malattie, ma hanno necessità di fare propri concetti di comportamento, di creatività, di libertà. Per curare la persona e la patologia.

 Infine è necessario uscire dagli ospedali e dai nostri studi dove ci siamo arroccati, essere più attivi sul territorio e rientrare nel tessuto sociale che si occupa di salute. Da lì riparte la riduzione della spesa sanitaria: lavorando in prima persona sugli aspetti della prevenzione e della puntualità dell’azione di cura, ricreando società e affinando le proprie capacità di trattamento al domicilio. Al taglio delle spese preferisco la promozione della salute e l’incontro con il prossimo.

NOTA IMPORTANTE

Leggendo i vostri commenti, ho avuto l’impressione che la mia nota precedente il messaggio postato ieri non fosse chiara. COME AVEVO GIA’ PREANNUNCIATO, nello spazio dei miei editoriali darò voce:

- ad alcuni dei testi più diffusi nel web  relativi a temi da noi trattati

- a testimonianze di diverse categorie, che illustreranno le loro esperienze relative alla situazione attuale e i suggerimenti di miglioramento da portare all’attenzione di governo e politici.

IL TESTO CHE SEGUE NON E’ MIO, MA UNO DI QUELLI PIU’ DIFFUSI NEL WEB, che io ho voluto portare a vostra conoscenza. L’autore vi risponderà direttamente o attraverso il blog.