#TERREMOTOCENTRITALIA – Post del 21 giugno

Redatto da E. Zolli

A dieci mesi dalla prima scossa di terremoto ci sono più di 2 milioni di tonnellate di macerie ancora da rimuovere, pari all’85% del totale.

Il punto su cui molti sindaci si lamentano è la burocrazia. 
I sindaci infatti si devono districare all’interno di una cornice burocratica parecchio complicata, incentrata su decreti leggi che continuano a essere modificati.

La fase uno dell’emergenza prevedeva la rimozione delle macerie dalle strade e in molti paesi del cratere questa fase è appena cominciata.

La ricostruzione resta un miraggio e gli sfollati continuano ad aspettare.

Grazie al Tg1 per non spegnere i riflettori sulla questione del terremoto.

 

 

ETICA E TERREMOTO – Post del 9 maggio

In relazione alla notizia che il ristorante di Amatrice che ha fornito pranzi e cene agli operatori che lavorano alle macerie è stato costretto a chiedere un mutuo di 250 mila euro e ora è probabile che fallisca, ci chiedono dove sono finiti i soldi che sono stati inviati da semplici cittadini a varie istituzioni ( ad esempio Rai). Come ha affermato il Governo, questi fondi ci sono, ma sono “congelati”. Aspettiamo ora cosa succederà agli alberghi che hanno ospitato i terremotati. Continuiamo, con il vostro aiuto, a fare pressione ora sulla burocrazia perché i terremotati non siano dimenticati. E poi cerchiamo di non mettere in difficoltà anche chi li ha aiutati.

#TERREMOTOCENTROITALIA – Post 3 maggio

A CHE PUNTO SIAMO?
Con l’ultimo decreto legge, che assegna ai terremotati 1 mld di euro l’anno per tre anni, crediamo che il Presidente Gentiloni abbia fatto tutto quanto in suo potere, nei limiti delle risorse dello Stato, per aiutare i terremotati di Centro Italia.

Certo, molti dicono che intanto molti più fondi pubblici sono stati assegnati alle banche – e hanno ragione – ma almeno lo stanziamento per i terremotati è stato deciso ed è più di quanto precedentemente annunciato.

Ma ora il vero problema è questo: dopo il decreto è entrata in gioco la burocrazia, cioè il passaggio delle consegne da chi (il Governo) il decreto lo ha fatto e chi (la burocrazia) lo deve attuare.

E qui le responsabilità si rimpallano tra Regioni, Province (che esistono ancora), Prefetture, Comuni etc.

Ci siamo chiesti cosa stiano facendo le strutture di Errani (Commissario straordinario) e di Curcio (capo della Protezione Civile). Abbiamo scritto e attendiamo una risposta.

Finora ci sono stati pochi  interventi, molti realizzati male. Uno per tutti i ricoveri per gli animali: strutture coperte di plastica non solo inadatte alla bisogna, ma anche che si sono deteriorate in pochissimi giorni.

Che cosa possiamo fare allora? Noi cittadini possiamo:

1 – portare aiuti diretti da persona a persona (da privato cittadino a terremotato);

2 – comprare prodotti delle quattro regioni;

3 – ospitare a casa parenti terremotati (gli hotel sulla costa hanno già detto che inizia la stagione turistica e i terremotati devono lasciare il posto ai clienti);

4 – organizzare nelle quattro regioni soggiorni turistici: non tutti gli edifici sono stati colpiti e l’accoglienza in molti paesi è ancora buona.

Sono invece da evitare le gite “mordi e fuggi” dove ci sono le macerie: il sindaco di Amatrice si è giustamente adirato per i selfie dei turisti con lo sfondo delle macerie.

Infine una nota positiva. Non tutti i media hanno spento i riflettori.

Un plauso speciale a Massimo Giletti che anche domenica scorsa ha dedicato un servizio a questo problema. Si è parlato soprattutto dell’Albergo di Rigopiano crollato. La giustizia sta facendo il suo corso. Speriamo questa volta che vengano veramente individuate le responsabilità del disastro, che sono molte.

A presto su questo e altri temi.