IL MALE ITALIANO

Sotto i nostri piedi scorre un enorme fiume carsico, alimentato da numerosi affluenti, dalle cui sorgenti zampillano soldi pubblici che, dopo un percorso tortuoso, riaffiorano per disperdersi in un delta paludoso arrecando grave danno ai cittadini. Non tutti riescono a percepire la gravità, l’estensione, la ramificazione e la radicazione di questo fenomeno, nonostante l’accresciuta sensibilità e consapevolezza dell’opinione pubblica per gli scandali che emergono da oltre un anno.

Per aiutarci a comprendere questi fenomeni si consiglia la lettura del libro edito da Rizzoli “Il Male Italiano”, uscito pochi giorni fa. Il protagonista è la persona più ricercata in Italia: “mi manca solo di andare a Sanremo…”, disse una settimana fa. Anche all’estero è molto seguito da quando ha occupato un anno fa, il vertice della Autorità Nazionale Anti-Corruzione: Raffaele Cantone, l’uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto. Grazie al Capo del Governo per averlo scelto.

Solo una persona della sua integrità, esperienza, personalità poteva dare slancio e speranza a chi lotta la Corruzione, di cui ha profonda familiarità. Non manca la forza fisica e morale ed il coraggio per affrontare le mitiche dodici fatiche.

Raffaele Cantone ci conforta quando dice che “Non voglio creare illusioni, ma neppure lasciare alibi: la guerra alla corruzione si può fare”. Non ne dubito, come già dimostrato nella storia del nostro Paese con il brigantaggio, la dittatura, la ricostruzione di un Paese in ginocchio, il terrorismo.

Il libro è scorrevole, scritto con parole profonde, sincere e chiare. Eccone un breve estratto:

“Vent’anni dopo Tangentopoli il cancro d’Italia è sempre più esteso. Dobbiamo rassegnarci a essere un Paese corrotto? O possiamo ripartire con nuove regole che restituiscano dignità ed efficienza?”

“A pesare finora è stata soprattutto l’incapacità d’agire.Dopo operazioni chirurgiche anche profonde e ben riuscite non c’è mai stata prevenzione, non si è mai neppure provato a fare prevenzione”

“La corruzione non va affrontata con gli strumenti del passato, ossia la repressione penale, ma  occorre ragionare sulla prevenzione ed agire con un approccio innovativo. Deve essere la pubblica amministrazione a farsi carico della questione, non le procure”

“Per placare l’ondata di indignazione, il finanziamento pubblico ai partiti è stato eliminato, ma nella fretta di abbattere un monumento allo spreco, si è aperta una prateria senza steccati. E’ un cane che si morde la coda: i partiti continuano a dire che la politica deve essere autonoma dalle valutazioni dei giudici, ma davanti ad ogni caso di malaffare delegano tutto alla magistratura”

“Un’amministrazione che funziona è quella in grado di mettere in campo gli anticorpi” e guardarsi da “La resistenza corporativa che replica: perché dobbiamo dare un medicinale a uno che sta bene?”

“Siamo stati sommersi di segnalazioni efficaci, che indicano quello che manca sui siti: i sindaci che non inseriscono i propri dati patrimoniali, l’assenza di consulenze ecc. E’ una testimonianza di maturità e di grande attenzione della cosa pubblica: una vera prova di democrazia”

Marcello Mancini

Eticasempre

mancini.eticasempre@libero.it

IMPORTANTE leggere attraverso il link sotto riportato altre rilevantissime citazioni tratte dal libro “IL MALE ITALIANO

 

 

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