CORRUZIONE & AMBIENTE

La nostra Associazione non può che essere agli antipodi rispetto alla corruzione, in tutte le sue forme e manifestazioni, e non può limitarsi ad enunciare: deve anche proporre. Da qui nasce questa mappatura del perimetro ambientale di cui si giova la corruzione. Dalla lista sottostante non compare la Meritocrazia negata, già citata nel nostro primo Editoriale, come fattore anti corruttivo.

Il perché e chiaro: solo i dirigenti e i dipendenti selezionati in base ai meriti ed alla integrità, avranno la forza necessaria per respingere i condizionamenti, incentivi e “favoritismi”, e per operare quindi, solo nell’interesse dei cittadini. Secondo recenti dati le nostre infrastrutture costano al contribuente il 40% in più, grazie alla complicità di dipendenti pubblici corrotti. In un raffronto europeo le nostre ferrovie ed autostrade costano il doppio o il triplo a parità di difficoltà di tracciato.

Sull’onda del clamore per un recente scandalo fu dichiarato che un Pubblico Ufficiale corrotto era da condannarsi per alto tradimento, lasciando alla Magistratura l’indagine e le pene, nei tempi imprevedibili dei tre gradi di giudizio. Mancano invece, le evidenze di provvedimenti amministrativi, rapidi ed esemplari, da parte di Comuni, Regioni o Partecipate, per il malaffare svolto al loro interno. L’impressione migliore che si trasmette è quella dell’impotenza del sistema sanzionatorio e dei controlli della Pubblica Amministrazione (PA), con grande sconforto per i cittadini, ma di grande incoraggiamento per i malandrini.

A parziale scusa di questa clamorosa inefficienza, occorre ricordare che la Legge Anticorruzione per la PA ha visto la luce solo con la L. 190 del Novembre 2012; la pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni dalla PA è arrivata con il D.Lgs 33 del Marzo 2013; l’Autorità Nazionale AntiCorruzione (ANAC) funzionante cominciò nella parte finale del 2014; l’immissione sui portali dei dati validati da organi indipendenti (OIV) è stata introdotta nel Dicembre scorso, grazie all’ANAC. E dopo oltre due anni di attesa ha visto la luce recentemente la Legge Anticorruzione.

Questo pacchetto di provvedimenti ha colmato un vuoto, colpevolmente mantenuto nei decenni, ed ora il compito si trova agli inizi e senza rodaggio nell’applicazione adeguata delle Leggi specifiche.  Ma tutto ciò non basta: occorre disboscare e mantenere pulito e sano l’ambiente per renderlo più inattaccabile dalla corruzione. Solo così i vigilanti lavoreranno sulle eccezione, ma non su problematiche sistemiche. Per bonificare l’ambiente, occorre per prima cosa identificare le zone paludose che ne favoriscono l’espansione ed ostacolano la Legislazione recentemente prodotta:

* Introdurre Regolamentazione delle Lobby e dei conflitti d’interesse

* Dare più spazio alla libera concorrenza ed alla tutela al consumatore

* Plasmare la PA sul Civil Service anglosassone, ovvero semplice, efficace e senza favoritismi

* Potenziamento Antimafia ed Agenzia gestione beni mafiosi confiscati

* Certezza e rapidità della pena con leggi, procedure, strutture e mezzi idonei

* Rivalutare patteggiamenti generosi,  pene carcerarie dimezzate, e strutture incapienti/diseducative

* Accuratezza nelle delibere parlamentari evitando ogni forma di “Corruzione a norma di legge”

* Garanzie di protezione/anonimato per chi denuncia pratiche corruttive (whistleblowing)

* Chiare linee di riporto nelle gerarchie della PA, con esplicite attribuzioni degli obblighi di sorveglianza, trasparenza e rendicontazione, con conseguente responsabilità soggettiva/oggettiva

* Semplificare, semplificare, semplificare: la PA vive dalla L. Bassanini del 97, in perenne riforma, controriforma, e riformismi che hanno fruttato ben poco, e lasciato indenne il parassitismo

* Evitare ipertrofia legislativa, linguaggi indecifrabili ed annacquamenti politici che disabilitano o  complicano la rapidità ed efficacia applicativa della Legge

* Evitare sovraccarico di responsabilità di ANAC, OIV e DFP (Dipartimento Funzione Pubblica), misurando con cura l’adeguatezza organizzativa e quali-quantitativa delle risorse

* Evitare depotenziamenti dei reati strumentali ed accessori alla corruzione

* Elevare l’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica su Anticorruzione e dei suoi risultati

* Favorire nella PA un lavoro ordinato, efficace ed efficiente, e la cultura dei controlli sostanziali

* Qualificare il caricamento “open data” sui portali esistenti eliminando la clausola di legge “senza costi aggiuntivi”, bensì incentivando i collaboratori bravi e sanzionando gli altri

* Accertare l’indipendenza effettiva degli Organi di verifica (OIV)

* Ricalibrare contromisure e normative, senza “perseverare nell’errore”

* Fissare priorità di vigilanza verso i settori più esposti alla corruzione

* Rimodulare le normative vigenti per appalti/sub appalti/controlli in cantiere

* Uscire dalla perenne emergenza attraverso una chiara e condivisa pianificazione

 

Marcello Mancini

mancini.eticasempre@libero.it

Eticasempre

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