Rassegna Stampa della Politica italiana (29 maggio 2015)

 

  • Elezioni. Oggi la commissione dell’Antimafia pubblica la lista degli impresentabili nelle liste per le elezioni amministrative e regionali. Dalla Campania sarebbero in arrivo quindici nomi, forse venti, otto dei quali dalla provincia di Napoli. Compresi i quattro pugliesi (Palmisano, Copertino, Ladisa e Oggiano) la black list definitiva potrebbe contare circa 25 nomi.In Campania il dibattito ruota attorno alla legge Severino. La Campania infatti è a rischio caos dopo la decisione della Consulta che ha stabilito che la competenza sull’applicazione della legge sia attribuita al giudice ordinario e non al Tar. La giustizia ordinaria potrebbe essere meno ‘larga’ rispetto a quella amministrativa nell’applicazione della sospensione per le condanne dei politici e dunque, ove eletto, De Luca potrebbe essere sospeso per 18 mesi.
  • Elezioni. Si chiude la campagna elettorale per le amministrative e le regionali di domenica 31 maggio
  • Economia. Nel primo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo italiano è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3 per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2014. Lo rileva l’Istat, confermando le stime sul dato congiunturale. Si tratta del rialzo maggiore da quattro anni. Nel primo trimestre il pil è salito dello 0,1 per cento su base annua. Lo ha comunicato l’Istat che ha rivisto al rialzo il dato tendenziale precedentemente diffuso che indicava una variazione nulla. È il primo rialzo, in termini tendenziali, dopo 13 trimestri negativi.
  • Immigrazione. In Italia 40 mila persone vivono nei campi rom e il 60% ha meno di 18 anni. Il governo Monti aveva approvato nel 2012, sotto indicazioni di Bruxelles, la prima strategia nazionale per l’inclusione di rom, sinti e caminanti, incentrata sul superamento degli accampamenti.Nella pratica, però, solo dieci Regioni su 20 hanno attivato i tavoli che dovrebbero realizzare la «strategia nazionale», mentre le amministrazioni comunali si arenano sulla mancanza di fondi o sulla paura di perdere consensi. Finisce così che ancora oggi, in Italia, 40 mila donne, uomini e soprattutto bambini vivono in condizioni precarie. Il dossier più recente è dell’Associazione 21 luglio, che stima 180 mila Rom e Sinti in Italia (su 6 milioni nell’Unione Europea): appena lo 0,25 per cento della popolazione totale. La metà ha la cittadinanza italiana; il resto è apolide o è arrivato dalla ex Jugoslavia e dalla Romania (soprattutto dopo il 2007, con l’ingresso di Bucarest nell’Ue).


  La Redazione di Eticasempre

 

Le informazioni contenute in questa rassegna stampa sono state ricavate da dichiarazioni di membri del governo e dai media.

 

Per info e commenti scrivere a Erika Zolli: zolli.eticasempre@libero.it

 

Per le rassegne stampa dei giorni precedenti cliccare su “Articoli precedenti”.

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