Gli Impresentabili (27 maggio 2015)

Le elezioni regionali si terranno domenica 31 maggio. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha firmato il decreto per l’indizione del voto che rinnova giunte e consigli regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Per l’eventuale turno di ballottaggio i seggi saranno di nuovo aperti domenica 14 giugno.

La Commissione Antimafia sta vagliando le liste dei partiti per individuare eventuali candidati “impresentabili”. Il giudizio della commissione guidata da Rosy Bindi prende come base il Codice di autoregolamentazione dei partiti che prevede la non candidabilità sol per coloro che sono stati rinviati a giudizio per i reati di stampo mafioso (relativi al’articolo 416 bis del Codice penale) e per altri reati cosiddetti “spia”, come riciclaggio e autoriciclaggio, racket, usura, traffico di rifiuti e traffico di esseri umani. Ciò dunque non vuol dire che tutti gli altri siano “puliti”; semplicemente i reati di cui sono accusati non rientrano nelle categorie sopra elencate. Il documento stilato dall’Antimafia corrisponde a un semplice “parere”, quindi non ha natura vincolante ai fini delle candidature. Sulla questione è intervenuto immediatamente il Presidente del Consiglio e segretario del PD, Matteo Renzi, che ha affermato: “Nelle liste per le regionali il Partito democratico non ha alcun impresentabile, lo dico con grande chiarezza”.

La lista ufficiale sarà presentata venerdì 29 maggio 2015. L’elenco si basa sul codice di autoregolamentazione per i partiti. L’antimafia ha quindi vagliato le candidature per fare, per la prima volta, una fotografia preventiva dei candidati alle elezioni e metterla a disposizione degli elettori. “La politica dovrebbe arrivare prima della magistratura a selezionare la propria classe dirigente”, ha osservato la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

Il deputato M5S D’Uva, dell’Ufficio di presidenza dell’Antimafia sottolinea che venerdì, quando verrà pubblicata la lista integrale degli impresentabili, si arriverà fuori tempo massimo, a causa del “silenzio elettorale”.

Situazione in Puglia. I quattro candidati in Puglia segnalati dalla Commissione Antimafia come impresentabili sono: Giovanni Copertino (Forza Italia, circoscrizione Bari); Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano, circoscrizione Bari); Massimiliano Oggiano (Oltre con Fitto, Schitulli presidente, circoscrizione Brindisi) e Enzo Palmisano (Movimento politico per Schitulli, area popolare, circoscrizione Brindisi).

Fabio Ladisa, imprenditore candidato con la lista Popolari con Emiliano in appoggio al candidato del PD. Ladisa è rinviato a giudizio per furto aggravato, tentata estorsione (e altro), commessi nel 2011, con udienza fissata per il 3 dicembre 2015.

Gli altri tre sarebbero tutti di area fittiana (che candida Schittulli alla presidenza):
Massimiliano Oggiano, commercialista, nella lista “Oltre con Fitto” nella circoscrizione di Brindisi, è accusato di associazione e voto di scambio con metodo mafioso; Enzo Palmisano anche lui accusato per voto di scambio (prescritto), e candidato nelle liste di Area popolare a Brindisi e Giovanni Copertino, candidato con Forza Italia nel collegio di Bari a sostegno di Adriana Poli Bortone, accusato di voto di scambio (poi prescritto).

Situazione in Campania. A cinque giorni dalle elezioni regionali, le Sezioni Unite Civili della Cassazione, presiedute da Antonio Rovelli, hanno stabilito che non il Tar, ma il giudice ordinario deve esprimersi sia sulla eleggibilità che sulla incandidabilità. Ad essere coinvolto in questo verdetto non c’è solo il candidato governatore De Luca, ma anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, condannato per concorso in abuso d’ufficio, tornato al suo posto sempre per decisione del Tar. Durante l’udienza è stato deciso che per quanto riguarda la sospensiva ottenuta da De Magistris, grazie alla quale è tornato a fare il sindaco, essa decade se De Magistris non ottiene dal giudice ordinario, entro 30 giorni, un nuova sospensiva e una nuova rimessione alla Corte costituzionale. De Luca, invece, se vincerà le elezioni come presidente della regione Campania o come consigliere regionale, sarà sospeso dal Consiglio dei ministri proprio per la Legge Severino, ma a quel punto non potrà più rivolgersi al Tar ma al giudice ordinario. Deve, quindi, sperare che gli vengano accolte le eccezioni di incostituzionalità e gli venga concessa una sospensiva. Se ciò non dovesse avvenire, decadrebbe o da consigliere regionale o da presidente della Regione. Dopo la sentenza della Cassazione, i cittadini che vanno a votare in Campania, rischiano di votare un presidente, o un consigliere, destinato alla sospensione.

Chi è De Luca? Vincenzo De Luca, 66 anni, è il candidato del Pd alla carica di presidente Campania. Rieletto sindaco per la quarta volta nel 2011, De Luca (che ha sempre amato definirsi “sindaco sceriffo”) ottenne allora il 74% dei consensi risultando il primo cittadino del comune capoluogo più votato d’Italia. Segretario provinciale del Pci, poi del Pds, aderisce ai Ds, poi al Pd e viene eletto in Parlamento la prima volta nel 2001, la seconda nel 2006. Nel 2013 viene nominato da Enrico Letta prima sottosegretario poi viceministro alle Infrastrutture. Nelle classifiche dei sindaci più apprezzati De Luca è sempre risultato nei primissimi posti. Nella Campania soffocata dai fumi tossici, Salerno ha il record italiano di raccolta differenziata. Ma proprio un problema relativo alla costruzione del termovalorizzatore è stata all’origine della condanna in primo grado per abuso d’ufficio costata a De Luca la decadenza da sindaco.

Oltre a De Luca, gli altri candidati alle elezioni in Campania sono:

Stefano Caldoro, 55 anni, eletto nel 2010 dopo aver battuto proprio De Luca, si presenta per un secondo mandato con il sostegno di Forza Italia, Ncd e Fdi. Ha militato nel Psi partito con il quale aderì alla Casa delle Libertà, la coalizione con cui nel 1994 Silvio Berlusconi vinse le sue elezioni. Successivamente diventa sottosegretario, viceministro e infine, nel 2005, ministro all’Attuazione del programma nel terzo governo Berlusconi. Sempre con il suo Psi, è tra i fondatori del Popolo delle Libertà. Nel marzo scorso è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta sul trasporto pubblico locale.

Valeria Ciarambino, 42 anni, originaria di Pomigliano d’Arco, impiegata d’azienda, è la candidata del Movimento 5 Stelle fortemente sponsorizzata da Luigi Di Maio, amico e compagno di battaglie nella sua città d’origine. Residente fino a 3 anni fa a Udine, ha deciso di tornare in Campania per occuparsi attivamente della sua Regione.

I sondaggi sono piuttosto incerti. Secondo alcuni istituti di ricerca Vincenzo De Luca sarebbe di poco davanti Caldoro, secondo altri si troverebbero addirittura alla pari. La candidata del M5s, che potrebbe essere il partito più votato, viaggerebbe invece tra il 17 e il 20%. Su di lei potrebbero infatti convergere molti elettori Pd che non intendono votare per De Luca.

Tra i candidati delle liste dell’Antimafia l’unico nome campano che comparirà per certo è quello di Antonio Scalzone, rinviato a giudizio per reati associativi e candidato nella circoscrizione di Caserta nella lista “Popolari per l’Italia” che sostiene Caldoro. Scalzone, travolto dalle polemiche, aveva già scelto di ritirarsi “per evitare ogni strumentalizzazione e consapevole della mia innocenza: voglio dare l’esempio”. Altri nomi in attesa dell’ultimo responso in Antimafia (potrebbero anche non comparire nell’elenco definitivo) sono quelli di Tommaso Barbato, ex Udeur (ora con De Luca), che sarebbe indagato per voto di scambio. All’attenzione della commissione sarebbe passato anche Antonio Amente, ex sindaco di Melito, proveniente dalla fila di Forza Italia, ora nella lista “Campania in rete” che sostiene De Luca. Il suo nome era comparso in una indagine del 2011 insieme ad altri 28 indagati, chiamati in causa da alcuni pentini.

Fonti:

http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/elezioni/2015/05/26/regionali-una-dozzina-gli-impresentabili.-venerdi-lelenco_54ecd4cb-b330-464c-a8c2-7b13a0292807.html

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lista-nera-regionali-scazzo-mai-visto-commissione-antimafia-101411.htm

http://www.panorama.it/news/politica/elezioni-campania-impresentabili-de-luca/

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/regionali_antimafia_lista_impresentabili_rosy_bindi_matteo_renzi_matteo_salvini_non_ne_abbiamo/notizie/1376356.shtml

Il fatto quotidiano 27.5.2015

A cura di Erika Zolli

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