Rassegna stampa 22/04/2015

Lavoro.

  • Riguardo al reddito minimo agli over 55: il Governo vorrebbe guardare prima a coloro che hanno perso il lavoro, lo spiega Poletti (ministro del Lavoro)
  • Tito Boeri, presidente dell’Inps: “Oggi c’è un problema sociale molto serio: quello delle persone nella fascia di età 55-65 anni che una volta perso il lavoro si trovano progressivamente in condizioni di povertà. Si calcola che non più di uno su dieci riesce a trovare una nuova occupazione. Questo ha provocato un aumento della povertà non essendoci alcun sussidio per gli under 65. Per queste persone è ragionevole allora pensare di introdurre un reddito minimo garantito”
  • Poletti a Boeri. “Ribadisco che il tema delle persone che sono avanti con l’età, hanno perso il lavoro e non maturano i requisiti per la pensione è uno dei problemi socialmente più rilevanti. La proposta Boeri (su reddito minimo a over 55 con reddito basso) va in questa direzione quindi va considerata. E’ una delle proposte alle quali lavoriamo”
  • Si esprime a riguardo anche Landini: “Boeri solleva un problema vero, ma la soluzione di quel problema è la riduzione dell’età pensionabile e il ripristino, a partire da lavori più pesanti, delle pensioni di anzianità. Il problema del reddito minimo non deve essere rivolto soltanto a chi ha una certa età ma deve riguardare anche i giovani e i disoccupati. Quindi serve una riforma degli ammortizzatori sociali che preveda da un lato l’estensione della cassa integrazione a tutti, facendola pagare a tutte le imprese e ai lavoratori, e dall’altra superando il meccanismo della Cassa integrazione in deroga prevedendo a carico della fiscalità generale un reddito minimo che sostenga chi cerca lavoro e chi ha bisogno di lavorare”

Emergenza migranti.

  • L’Unione europea ha promesso di prendere posizione sull’emergenza migranti: ha presentato un piano di dieci punti a Lussemburgo
  • Renzi su Facebook: “Le donne e gli uomini che stanno salvando vite umane nel Mediterraneo ci rendono orgogliosi dell’Italia e di quello che stiamo facendo. Interventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi, raddoppio di Triton, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia. Gli sciacalli tornino a casa: la demagogia non serve, è il tempo della politica. Se davvero finalmente alle parole scritte corrisponderanno fatti concreti per l’Europa sarà un primo passo. Ma la strada da fare è ancora tanto lunga: davanti al dolore dell’Africa e agli schiavisti del ventunesimo secolo non è possibile voltare la testa dall’altra parte. L’Italia c’è e sta facendo ciò che stiamo vedendo consapevole di portare sulle spalle secoli di valori e di civiltà”
  • Natasha Bertaud (portavoce in materia di immigrazione della Commissione Ue) parla di una possibile operazione militare per colpire i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo: le operazioni di sequestro e distruzione delle imbarcazioni utilizzate dagli scafisti per trasportare migranti verso l’Europa dovranno essere condotte attraverso una missione militare e civile dell’Unione europea
  • La scorsa settimana, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, aveva segnalato in un comunicato stampa che gli scafisti hanno fatto ricorso già due volte quest’anno alla violenza per recuperare le imbarcazioni sequestrate dalle guardie costiere europee, segno che “c’è un carenza di imbarcazioni” a disposizione degli scafisti, secondo Frontex. In pratica, spiega il ministro dell’Interno Angelino Alfano, l’obiettivo è “affondare i barconi degli scafisti, impedire che partano. Noi da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con Onu e Ue per avere, in un quadro di legalità internazionale l’autorizzazione a questo intervento”
  • Boldrini sull’ipotesi di colpire le imbarcazioni usate per i viaggi verso le coste italiane: “Che vuol dire affondare i barconi degli scafisti? Per farlo bisogna avere l’autorizzazione del Paese in cui sono presenti e a chi si chiede in Libia questa autorizzazione?E poi i richiedenti asilo pagano il trafficante, il pesce grosso, e con quei soldi lui va a comprare la barca da un privato. Quindi fino a un momento prima quell’imbarcazione è di un privato. Come si fa a capire che quel peschereccio verrà poi venduto? Spesso arrivano coi gommoni, che sono fatti artigianalmente. Quindi dove si va a colpire?”

    I dati sul traffico di migranti nel Mediterraneo: nel 2015 il numero degli immigrati morti è già 30 volte superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Sono infatti 1750 i decessi dall’inizio dell’anno, mentre nello stesso periodo del 2014 erano stati 56

  • Sergio Mattarella: “E’ dovere nostro, dell’Europa, dell’intera comunità internazionale fare di più per impedire queste stragi. Siamo di fronte a tragedie sconvolgenti: trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti. Sentiamo questa ferita lacerante”

La Redazione di Eticasempre

Le informazioni contenute in questa rassegna stampa sono state ricavate da dichiarazioni di membri del governo o dai media.

Per info e commenti scrivere a busnelli@eticasempre.it

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