IO NON SONO CHARLIE. IO NON SONO UN TERRORISTA. IO SONO IO – E ME NE ASSUMO LA RESPONSABILITÀ.

Caro Renzi,  caro Presidente,

io sono preoccupata, molto preoccupata. Noi siamo molto preoccupati. E forse anche Lei, ma vorrei esserne certa.

Ci sono due ragioni.

La prima. Passata questa ubriacatura collettiva, in cui tutti (anche quelli che lo vedevano per la prima volta) si sono sentiti Charlie, tutti si sono sentiti francesi, tutti si sono sentiti felici e puliti contro i vili attentatori,  oggi  tutti – e mi ci metto anch’io – torniamo a essere quelli di prima.

Io non sarò molto popolare, ma ieri Charlie Hebdo non mi è piaciuto per niente. La satira è satira e va rispettata. Ma vanno rispettate anche le opinioni e soprattutto i sentimenti  degli altri. Se fossi una donna divorziata e credente oggi mi sarei sentita offesa dalla vignetta dedicata al Papa e alla mia condizione*. Come, ugualmente, mi sarei sentita offesa se al posto del Papa ci fosse stato Maometto o qualsiasi altro rappresentante di Dio in cielo o in terra.

Dall’altra parte ci sono i terroristi che ammazzano i vignettisti, quelli che reclutano i bambini e gli mettono in mano un fucile per le esecuzioni e quelli che usano le bambine come kamikaze nei luoghi pubblici.

Peggio, molto peggio, diranno tutti. Ma non poi così tanto. Il kalashnikov uccide, ma anche la penna (o la matita) possono lasciare segni indelebili istigando, offendendo – e creare fratture fra la gente difficilmente sanabili.

E quindi io, spero noi, le chiediamo due cose.

La prima è far capire a tutti  che tutto quello che ostacola la serena convivenza, nel condominio, nel quartiere,nella città, nello Stato,  è da condannare. Io e il mio vicino siamo la stessa cosa, abbiamo uguali doveri e uguali diritti, qualsiasi sia il nostro genere, censo, religione, colore e quanto altro. Non ci sono diversi.

Ma queste nel nostro Paese non devono restare parole. Devono esserci fatti. Decida Lei quali: legislativi, giudiziari, civici, quelli che crede. Ma soprattutto educativi. La grande parola da insegnare è RISPETTO.

La seconda  cosa è attrezzarsi seriamente contro il “terrorismo casuale”, perché di questo si tratta. È difficile prevedere nel terrorismo casuale chi colpirà e dove. Ma ci si può attrezzare. I francesi non l’hanno fatto, ma noi siamo più bravi.

Mi/ci vengono i brividi a sentir parlare il Ministro degli Interni della creazione di qualcosa tipo “tavolo di lavoro” o “cabina di regia” (in realtà ha usato un’espressione diversa, ma il significato è lo stesso). Avvaliamoci delle molte autorevoli competenze  settore della lotta all’eversione, usiamo mezzi anche banali  come le intercettazioni ambientali,   ma facciamo un piano tempestivo e credibile e mettiamolo in atto.

Lei qualche volta fa paura con il suo candido ottimismo. Ecco, qui non è proprio il caso.

Agisca ora. Non vogliamo trovarci a gridare al perfido nemico – che per giunta già si trova fra noi – quando i buoi saranno scappati.

Come sempre, con tutto il mio/nostro rispetto, buon lavoro!

 

Gigliola Ibba

Presidente ETICASEMPRE

vignetta Charlie Hebdo

* I divorziati potranno fare la comunione. – Dio mio, perdona queste succhiac…i.

 

NOTA: Questa lettera, come sempre, va in copia a 1500 politici, ai  membri delle istituzioni e a tutti i media e ai social network.

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Comments

  1. Susi Furlani says:

    Gentile Signora Ibba,
    condivido pienamente il contenuto del suo articolo e l’iniziativa.
    Innanzi tutto, non amo il conformismo.
    Inoltre, basta rileggere la storia per capire che dietro ogni guerra “di religione” si celano essenzialmente reali motivi politici ed economici.
    Infine, a chi cita la Chiesa Cattolica, suggerisco di leggere le pagine dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco sul dialogo ecumenico (nn.244-246) e al dialogo interreligioso (nn. 250-254).
    Un cordiale saluto.
    Assunta Furlani

  2. Cappello Franzo says:

    Buongiorno,

    condivido pienamente e Le esprimo tutta la mia solidarietà.

    Franzo Cappello

    Consulente

  3. Romano Cateni says:

    Sono d’accordo. Ho vissuto e lavorato per molti anni in vari Paesi musulmani compresi (anche Iraq ,con Saddam Hussein piena liberta’ di religione, lavoro donne,niente velo etc).
    Basta rispettare il, ‘comune senso del pudore’, in senso lato.Libertà di stampa etc.: ma di
    che cianciate ? Volete solo,da piccoli borghesi ‘èpater les bourgeois’a poco prezzo,che
    invece si rivela poi estremamente costoso.
    Ci sono migliaia di poveri e senza lavoro: perché non fate una bella marcia per ,loro?
    C’era una gran tolleranza fino a quando gli Usa non attaccarono Saddam con la scusa
    del Kuwait ,in realtà per il petrolio e soprattutto perché Saddam voleva quotare e esser
    pagato per il petrolio in Euro invece che in Dollari.
    Con l’attacco all’Iraq venne scoperchiato il vaso di Pandora: da allora quante centinaia
    di migliaia di vittime, distruzioni etc ? Si è mai vista una marcia ?
    La ringrazio , mi congratulo,
    R.Cateni

  4. Condivido la ragionata lettera della Presidente di ETICASEMPRE Gigliola IBBA sui gravi problemi del terrorismo, alimnetati anche dalla satira politica e religiosa impregnata di violenza verbale, scritta e fisica . Seganalo con l’occasione che lo scrittore Tiziano TERZANI nei suoi reportages giornalistici dai Paesi islamici , già nel 2001 scrisse sul Corriere della Sera l’esistenza- in questi Paesi- di scuole dove si insegnava il FANATISMO RELIGIOSO. Forse l’Europa ha sottovalutatto , anche nelle Scuole e Università, l’esigenza di INSEGNARE la cooperazione economica e sociale mirata anche allo sviluppo della civile convivenza tra tutti i POPOLI extraeuropei . Sui massacri in Nigeria ( attuali ) sembra calato il silenzio europeo totale ! Perchè ? .

  5. Bell’intervento. Grazie!

  6. MariaGrazia says:

    IO SONO IO e sono pienamente in accordo con quello che avete scritto ….. qui siamo tutti uguali e la prima cosa da fare è far capire a tutti che tutto quello che ostacola la serena convivenza, nel condominio, nel quartiere,nella città, nello Stato, è da condannare. Io e il mio vicino siamo la stessa cosa, abbiamo uguali doveri e uguali diritti, qualsiasi sia la nostra Patria .., religione, …. colore …. e quanto altro. Non ci sono diversi.e il RISPETTO è la prima cosa in assoluto da insegnare sia nella famiglia che nella scuola che negli uffici. IO DICO BASTA e INIZIAMO DA SUBITO a far rispettare le leggi (quelle giuste) che ci sono a tutte quelle persone che si comportano come se fossimo in anarchia. Grazie per esserci sono con voi

  7. antonio maga says:

    Cara Gigliola,
    grazie per, ancora una volta, aver dato pubblica voce a quello che è anche il mio pensiero.
    Je ne suis pas Charlie! io sono io, coi miei pregi e difetti. Col mio essere non credente ma che rispetta i credi altrui. Che vorrebbe tutelata la libertà di informazione ma che ha dubbi sul fatto che sia informazione irridere ed offendere popoli e credenze. Dall’informazione pretendo che sia corretta altrimenti risulta inutile e nociva. E in questo caso lesiva ed offensiva.
    Ovviamente aborro qualsiasi fanatismo e trovo quello religioso assurdo.
    A volte patetico come fare le belle statuine con un libro in mano.
    Questa generazione mi fa paura, ragazzi cresciuti con videogiochi dove si spara a qualsiasi cosa si muova, prima o poi vorranno provare cosa si prova a sparare sul serio.
    Adulti, responsabili di istituzioni che si fanno prendere dal delirio collettivo, o lo cavalcano, e manifestano col popolo difendendo chi offende.
    Mi fermo qua e mi metto in silenzio.
    Cordialmente Antonio Maga

  8. Come non essere daccordo? Bravissima Gigliola!

  9. luciano bogoni says:

    Perfettamente d’accordo. Intanto Charlie ieri ha VENDUTO 4.000.000 di copie al posto delle solite 100.000.
    Serve poi ancora scrivere ai politici? Io sono demoralizzato per non dire disperato.
    Citando Tito Livio: DUM ROMAE CONSULITUR SAGUNTUM EXPUGNATUR

  10. sergio giadulli says:

    Da ateo ti riporto alcune mie convinzioni:
    –“Non ci sono diversi”. Ai fautori un un qualsiasi accenno di razzismo rispondo sempre che ,risalendo alle origini, discendiamo tutti da un animale antropomorfo ( una scimmia ? ) che dal centro dell’Africa ha iniziato a colonizzare il mondo intero.
    –Il mondo occidentale è sempre stato violento ed oppressivo verso quelli identificabili come “diversi”.
    Prima di andare a vedere gli errori degli altri potremmo incominciare rivisitare la nostra storia più o meno recente : il colonialismo ?, le crociate ?, gli indiani d’America ? le primavere arabe ?……..
    Alla Chiesa Cattolica ricorderei la vendita delle indulgenze, la vendita delle reliquie, il tribunale dell’ Inquisizione, lo IOR, la pedofilia,……..
    Ed allora più che organizzare la resistenza contro il ‘nemico’, organizziamo la diffusione della conoscenza e del rispetto reciproco.
    “Allah hu akbar” non è un grido di guerra ma una dichiarazione di amore e sottomissione alla volontà di Dio.
    Charlie Hedbo ?………basta non comprarlo ed il problema è risolto.
    Con affetto
    Sergio Giardulli

  11. Isabella Beccaria says:

    Gigliola coglie nel segno come sempre.
    Condivido pienamente tutto quello che ha scritto
    .

  12. Mancini Elio says:

    Cara Signora, con i suoi “se” e “ma” ha compiuto la classica manovra all’italiana che, con un colpo a destra e uno a manca, pensa, sempre, di sistemare ogni problema, di qualsiasi origine esso sia (una guerra, un vile atto terroristico, un esito elettorale, ecc.).
    Lei vorrebbe far passare sullo stesso livello di conseguenze la penna e la matita con i mostruosi atti barbarici che stanno attuando gruppi di mussulmani nel nome di Allah.
    Questo vile atteggiamento non è accettabile, ma lo diventa quando si interpretano pro domo mea i principi di libertà democratica.
    Ci mancava che lei ci elargisse di “non fare di ogni erba un fascio”, cosa ovvia per qualsiasi liberale, ma che non deve sminuire la forte attenzione verso il mondo mussulmano.
    Mi dispiace, ma ho l’impressione che anche lei faccia parte di quella ipocrita platea di politici, forti di lingua, ma con le mani dietro alla schiena.
    Rimane il mio consenso al sostegno di una migliore etica pubblica, e non solo.
    Elio Mancini
    Via R.Botti, 2 – 25049 Iseo (Bs)
    tel. o3o.980184

  13. Mauro Magnati says:

    No, cara Gigliola, questa volta proprio no: non si può essere tolleranti con chi vuole la tua distruzione, non fino a quando non usciranno dal loro medioevo (l’abbiamo avuto anche noi, ma ne siamo usciti, loro erano un faro di cultura, ora no).
    Concordo che spesso la satira è veramente di cattivo gusto, ma non si può pretendere che noi ci censuriamo se no loro si offendono, altrimenti diamo ragione anche a quelli che non permettono il presepe negli asili (e io sono agnostico…)

  14. losimaurizia@alice.it says:

    Come sempre sei insuperabile nell’esprimere i sentimenti di tanti.

    Maurizia Losi

  15. Complimenti per l’articolo. Fino ad oggi mi sentivo una delle poche che non se la sentiva di difendere Charlie, e non per i morti. Fermo restando che la libertà d’espressione è sacrosanta, trovo molte delle vignette disgustose e fuori luogo. La satira è una cosa, le offese sono ben altra cosa. Trovo quel giornale offensivo nei confronti di chi crede fortemente in una religione, seppur con i suoi innumerevoli “difetti”. Anche la vignetta di oggi è disgustosa e non ci trovo molto di divertente. Non voglio assolutamente giustificare gli attentatori, ma andare a provocare e stuzzicare non è certo cosa bella.

  16. marina piscitelli says:

    Occorre una grandissima intelligenza per fare satira, non basta una parolaccia o un’allusione a sfondo sessuale per far ridere.
    L’intelligenza presuppone ed è rispetto del prossimo.
    Come donna divorziata e cattolica non mi sento offesa da questa vignetta, è stupida e non mi tocca.
    Anzi trovo assurdo associare la parola “divorziata” a “donna di facili costumi”, cosa che ,oltre a non essere vera, dimostra ancora nel 2015 mancanza di rispetto verso la DONNA( altro che quote rosa!!!) e ancora di più in un paese che si considera democratico, moderno etc.etc.
    Per quanto riguarda il nostro premier non capisco e non capirò mai la sua politica fatta di slogan , frasi prefabbricate , ottimismo a parole, ma di NESSUN FATTO che possa risolvere i veri problemi del paese :dal lavoro, al terrorismo alla pressione fiscale a… tutto

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