LA CORRUZIONE: ARTICOLO DI UN NOSTRO SOSTENITORE DALLA FONDAZIONE

Il nostro Paese ha un pressante  bisogno di Riforme. Ce lo dicono tutti e ce ne rendiamo conto anche noi. Mentre una parte si dovrà occupare di raggiungere nuovi modelli di sviluppo basati su un alto valore aggiunto delle produzioni, tecnologico o meno, un’altra parte in simultanea dovrà  lottare contro le fortezze di resistenza al cambiamento a partire da quella più nociva, perché crea dipendenza, riduce le prestazioni, annebbia la mente, accorcia la vita, ruba benessere.

 

Non e’ la Droga che ora entra anche nella determinazione del PIL, e’ la CORRUZIONE, che da noi e’ attestata da tempo a livelli record e contagia tutti i gangli della nostra Società: professionisti, politici, imprenditori, istituzioni, aziende pubbliche, semi pubbliche e private, in particolare la Pubblica Amministrazione.

 

Di fronte a questa anomalia tutta italiana per dimensione e pervasione, il Paese non ha mai preso il toro per le corna, ne’ mostra di volerlo fare, relegando il suo combattimento alla Magistratura Ordinaria ed alla Corte dei Conti, ed ovviamente alla polizia giudiziaria. Mai sono installate funzioni serie ed efficaci di prevenzione o repressione della Corruzione all’interno delle strutture pubbliche, che agisce indisturbata entrando ed uscendo a piacimento. Anche quando capita di confiscare ai malavitosi beni mobili ed immobili, da destinare ad opere pubbliche, si procede al ribasso e a rilento.

 

E’ recentemente scoppiato in simultanea lo scandalo MOSE e EXPO, per svegliarci  sguarniti della  Struttura preposta alla Anticorruzione, rimasta inattivata per circa due anni dalla Legge costituente. In qualunque Paese del nostro rango sarebbero state indette immediate Commissioni Parlamentare. Da noi niente, neppure un commento sui giornali

 

Nessuno ha mai denunciato i ritardi nella costituzione di questa struttura essenziale per il Paese, come nessuno ha mai denunciato l’insussistenza di funzioni di controllo anticorruzione nella Pubblica Anministrazione. Perché il lavoro di prevenzione e repressione non si fa solo all’esterno ad esempio di un Azienda Municipalizzata, ma principalmente da dentro. Ed un male, più  e’ trascurato o mal curato e più diventa incurabile. Ogni crimine dilaga quando al “crime of commision” si associa un altro crimine ancora più vergognoso: un simmetrico “crime of omission” da parte di chi dovrebbe contrastare il primo. E questo pare proprio essere il quadro della CORRUZIONE in Italia.

 

PARTE I

 

La lotta alla CORRUZIONE non riesce meglio nella condanna dei colpevoli e dei loro beni. E’ ormai arcinoto che tra i nostri reclusi, solo una parte infinitesimale riguarda questi reati. Ecco il paradosso: il Paese con i massimi livelli di Corruzione riesce a catturare i Corrotti e Corruttori, pari ad un decimo della media EU, complice anche dei patteggiamenti e della prescrizione. Ovvio, la Magistratura con le leggi e procedure vigenti, senza ricevere denunce tempestive da parte della Unità oggetto di corruzione, indaga sempre ex post e condanna dopo tre livelli di giudizio, arrivando spesso fuori termine massimo. La metafora che mi sale in mente e’ l’Antiterrorismo dotato di un parco di biciclette e un arsenale di fucili da caccia.

 

Se la Giustizia non produce deterrenti certi e rapidi, farà comunque il massimo, ma la Macchina dello Stato rimane indifesa, priva all’evidenza di barriere a controlli interni per prevenire o colpire in flagrante corrotti e corruttori. Questo e’ l’epicentro del problema che non trova sufficiente discussione. Per evitare uno Stato di Polizia ed una Magistratura politicizzata, basta solo dimostrare che i luoghi dove si realizza la Corruzioni sono auto protetti. La Magistratura poi farà anche il suo corso, ma la corruzione e’ stata bloccata in tempo.

 

Con ostinazione, davanti agli scandali, i Politici preferiscono incolpare gli occasionali Arsenio Lupin che astutissimi, aggirano tutte le norme in barba a tutti. Gli indiziati o imputati, rilasciano dichiarazioni di fiducia nella Magistratura. In realtà, se colpevoli, contano sulla lunghezza dei suoi tempi, e sulla brevità dei tempi della prescrizione, opportunamente accorciata. Genialata colossale per continuare ad operare illegalmente ai danni della Società, facendola sempre (quasi) franca. In questo modo la Legge NON e’ uguale per tutti.

 

I Responsabili della Pubblica Amministrazione ai vari livelli, sono pronti a sdegnarsi per il tradimento dei collaboratori Corrotti/Corruttori, ma mai puntano il dito sulla inefficienza dei controlli e procedure delle funzioni preposte alle verifiche, ammesso che via siano davvero. Quando ogni giorno emerge, da Molfetta e Torino, un fatto corruttivo grave, il problema dei Controlli Interni che fanno acqua e’ eclatante. Ed anche un bambino a questo punto chiederebbe: “Ma siamo sicuri che l’inefficacia dei controlli faccia comodo a qualcuno?”

 

Eppure non stiamo parlando solo di Etica ed Integrità come valori, ma della sopravvivenza di un Paese defraudato anno dopo anno, con un rincaro presunto degli appalti del 40% al costo di almeno € 60 Miliardi. Ed il Paese diventa rinunciatario a forza di assistere ai misfatti impuniti, mentre si rischiano procedure d’infrazione dalla EU i per superamento delle soglie di Deficit e di Debito.

 

Occorre riflettere sulla cause che finora ci hanno impedito di combattere la Corruzione. Perché tutta questa ignavia? La domanda e’ ormai ineludibile, anche per la ripetuta vacuità degli interventi finora effettuati, tanto appariscenti quanto inadeguati. Così ne va del nostro Benessere, della nostra Economia, Libertà e Democrazia. Della nostra Reputazione, come ha ricordato il nostro Primo Ministro.

 

Gli Osservatori che ci collocano in pessima compagnia e nei fondali del classifica dei Paesi più corrotti, non sono “cattivi”, siamo noi che gli forniamo gratuitamente e pubblicamente ogni supporto per classificarci così male. Sospetti ed evidenze di Corruzione si trovano anche nei ricorrenti dissesti idrogeologici da Genova alla Sardegna, ecologici, dalla Maddalena a Taranto, nonché devastazioni ambientali con infrastrutture lasciate a metà come cattedrali del deserto come la ferrovia di Matera, o quella mai finita in Val di Susa, e lavori a committenza pubblica esposti a crolli, come all’Aquila.

 

Quando accadono queste disgrazie, se ne parla per un po a caldo e poi silenzio, come se tutti cercassero di evitare di mettere la Corruzione al centro dei problemi. Ho trovato delle ragioni che spiegano questa ritrosia: a) pudore, come fosse una malattia venerea inconfessabile, b)  falso patriottismo per non danneggiare il Paese, come se eludendo il problema non si aggravasse ancor di più, c) Convenienza, d) Paura f) Collusione g) Complicità attiva o passiva, h) Auto protezione per auto perpetuazione

 

PARTE II

 

Con tutte queste resistenze visibili ad occhio nudo, se vogliamo veramente combattere la Corruzione, abbiamo tre azioni da approntare in sequenza: A) prendere consapevolezza della gravità e vastità del fenomeno, B) parlarne diffusamente e pubblicamente per spiegare le conseguenze, C) trovare un accesso per mettere in pratica la teoria

 

A1) La Corruzione e’ il brodo di coltura della malavita organizzata, che si alimenta, si ramifica, si solidifica, si nasconde da occhi indiscreti. Tra le tante entità dello Stato, non riesco a trovarne una interamente immune da questo contagio, si va dalla Protezione Civile, alle Societa’ di Progetto, alle Regioni, alle Province, ai Comuni, alle Municipalizzate, ai Ministeri.

 

A2) La riforma della giustizia, attualmente in corso, può fortemente contribuire ad una benedetta inversione di marcia.  E proprio per questo e’ una riforma rimasta sui binari morti  ed ora soggetta ad un indegno tiro alla fune, come si veleggiasse tra Scilla e Cariddi. In realtà siamo davanti ad un mercanteggiare di bassa lega per proteggere gli interessi di parte, ammorbidendo certi reati, come se si fosse timorosi di sbagliare per eccesso. L’esordio e l’iter della Riforma e’ preoccupante per il metodo e per i contenuti, ricchi di colpi ad effetto mediatico e populista, ma di scarsa sostanza ed efficacia. Stupisce come una Riforma attesa da più parti per decenni, non nasca da un confronto paritetico, tra i tre Poteri Costituzionali: Esecutivo/Legislativo/Potere Giurisdizionale, pur essendo equiparati a livello Istituzionale, con i primi due finora latitanti nella lotta alla Corruzione. Occorre vigilare sulle abili manine capaci di ribaltare i concetti. Se poi fosse votata con una portata parzialmente utile, inutile o controproducente, ovvero contro le persone giuste e protettiva verso quelle sbagliate, le Camere, che già non godono di buona salute, si prenderanno  le sue responsabilità davanti ai cittadini elettori. Ma quanti capiranno?

 

– Troppa attenzione viene rivolta ad attenuare il Falso in Bilancio e l’Auto-Riciclaggio, ed a ridurre le Ferie dei magistrati, magari punibili con la Responsabilità Civile diretta. Mentre troppo poca e’ l’attenzione sui veri colli di bottiglia che rallentano il corso della Giustizia, risolvibili con nuovi Codici di procedure Civile e Penali, nuove tecnologie, nuovi organici, miglioramenti organizzativi, semplificazioni nelle compattazione delle eccessive leggi spesso confuse, ridondanti e scoordinate tra loro.

 

– Si richiederebbe nel dibattito in corso, un adeguato rispetto verso la Magistratura che fino ad oggi ha fronteggiato il problema in solitudine, e con onore, mentre in alcune circostanze viene addirittura delegittimata. I Magistrati non devono essere trattati come tutti gli altri dipendenti pubblici: danno corpo ad un Potere istituzionale irrinunciabile per la sana Democrazia.

 

A3) Qualora la riforma della Giustizia fosse poi deliberata “ad imperium”, ed introducesse misure che intendessero alterare la necessaria indipendenza della Magistratura dagli altri poteri di rilevanza costituzionale, verrebbe naturale sospettare la non casualità di questo provvedimento, che avrebbe conseguenze nefaste sulla lotta alla Corruzione

 

A4) La classe politica deve infondere invece segnali forti, tramite il suo operato, di dignità, abnegazione, missione collettiva, di rigore, senza dar più la prova di curare soprattutto i propri interessi personali o quelli dell’amico ignoto

 

A5) La classe imprenditoriale deve fare uno scatto d’orgoglio ispirandosi ai grandi Capitani d’Industria del passato ed oggi ai loro colleghi Tedeschi. Abbiamo visto troppo i fiaschi: Alitalia, Parmalat, Monte dei Paschi, oltre alle ben 14 Banche Commissariate, per finire con fabbriche chiuse e con i macchinari trasferiti all’estero. Gli Imprenditori bravi ed onesti, fortunatamente la maggioranza, dovrebbero denunciare i vari tentativi corruttivi che subiscono dai loro interlocutori pubblici e da parte dei loro colleghi.

 

A6) La Burocrazia deve spogliarsi dalla connotazione di inefficacia ed inefficienza, andando oltre la viscosa circolazione delle carte, per svolgere il suo ruolo in maniera dinamica e affidabile nell’interesse del Paese, per poter giustificare la loro funzione pubblica, ed il percepimento di uno stipendio. La Burocrazia deve essere controllata da organi interni per prevenire e punire gli abusi, migliorandone le efficienze

 

A7) Il degrado dell’ambiente e della salute pubblica si manifesta da solo con le ripetute catastrofi. Ma la manutenzione quotidiana e’ visibile quotidianamente con la sua assenza o insufficienza, dai canali otturati, le sistemazioni rinviate ed i lavori sospesi e mai conclusi. Nella Macchina dello Stato occorre porre fine “all’incuria ed all’inerzia”, tangenti incluse.

 

A8) Un Parlamento non può legiferare in maniera arruffata con Fiducia su Leggi Delega, impastandovi, in maniera eterogenea, materie diversamente importanti ed urgenti. Neppure può rimpastare provvedimenti legislativi precedenti fino a renderli al limite del comprensibile, come spesso accade a leggere la Gazzetta Ufficiale. Altrimenti avveleniamo non i pozzi bensì le fonti del Diritto. Ed ogni Stato senza certezza del Diritto, fa la fine dei Paesi Centro Africani o Americani, con cui siamo già associati da Transparency International.

 

Invece occorre accelerare i tempi dei Decreti attuativi, come impone un imprescindibile dovere istituzionale. Ridurre le esigenze di circolari ministeriali esplicative e’ un dovere civile: ogni Legge, oltre che giusta deve essere chiara. Altrimenti integriamo il motto: “La Legge non ammette ignoranza…” con “…da parte di chi legifera”. Se e’ vero che le leggi Repubblicane sono oltre 60.000, ricordiamoci di Tacito quando diceva che: “Uno Stato Corrotto si riconosce dal volume delle Leggi emanate”

 

B9) L’omertà uccide la verità, di cui invece abbiamo tanto, troppo bisogno. E’ ovunque nella Terra dei Fuochi, nelle Acciaierie dell’ILVA, visibili ad occhio nudo. Alligna anche nelle aree sottaciute delle Infrazioni record comminate dalla UE e dalle multe conseguenti. Idem nella nostra incapacità di utilizzare i Fondi Comunitari. Idem nel comparare la diversa normativa tra noi ed UE per controllare il regolare esborso dei fondi, e della relativa documentazione e reportistica. Idem nel riconoscere che quelle di emanazione Eh son più protettive delle nostre.

Cicerone sapeva bene come difendersi dai Barbari, quando incitava il Senato a compiere il suo primo dovere, quello di “difendere i cittadini dai pericoli”. Senza adempiere a questa funzione vitale, le istituzioni tradiscono la loro missione agevolando l’imbarbarimento del Paese.

 

B10) Sono inaccettabili i drenaggi e dirottamenti di denaro pubblico, quando tutti noi siamo richiesti di fare sacrifici per il bene del Paese in recessione duratura e profonda. Eppure si continua a leggere sui giornali di

  1. a) rimborsi elettorali utilizzati per spese voluttuarie
  2. b) strutture ed organismi ridondanti ed inutili
  3. c) forniture a prezzi doppi tra un Comune e l’altro

 

B11) Spesso per combattere la Corruzione non occorrono nuove Leggi, ma solo l’applicazione intelligente ed accurata di quelle esistenti. Ma si procede con parsimonia e lentezza, come fatto per la nomina del Capo dell’Anticorruzione rimasta vacante oltremisura. Siamo ancora in attesa che vengano assegnate dotazioni adeguate sia in quantità che qualità. Per questo occorrerà aspettare a breve il prossimo scandalo.

 

B12) La Meritocrazia non può ridursi a Cenerentola emarginata, mentre continua a vincere il nepotismo e clientelismo e corruzione. Chi non l’accetta e’ costretto ad espatriare. E chi rimane perde la Fiducia nel proprio Paese. Casi come quelli accaduti al Ministero della sanità dove i controlli di apparati scientifici venivano lasciati nelle mani di Laureati in Sudi Umanistici. Stiamo parlando dell’Italia, non del Terzo Mondo.

 

B13) La Costituzione vuole che i Cittadini esprimano con il voto le preferenze dei Candidati, che da anni ci è stata preclusa. Dopo l’incostituzionalità della Legge in vigore se ne promuove un’altra che continua ad escluderle. Non può essere ignorato il degrado della qualità degli Eletti, con una percentuale di inquisiti abnorme, rispetto agli altri Paesi che conosco, sia nelle Istituzioni centrali che periferiche. Imperdonabili, sono poi le protezioni verso parlamentari,  ostacolando indagini della Magistratura, prevalentemente su presunti fatti corruttivi, per di più negabili solo in caso di un evidente “fumus persecutionis”.

 

B14) La Politica offra informazioni corrette, trasparenti e tempestive, astenendosi dal fornire le mezze verità, di cui fornisco un solo esempio, gli Investitori stranieri declamati come segno di fiducia nel Paese. Ve ne sono di due tipi, quelli di stampo industriale che lo fanno quando si partendo con un progetto e le fabbriche, spesso costruite da loro,  e creando nuovi posti di lavoro. Cito solo la BP con i gassificatori in Puglia o l’ALCOA con Fabbrica di Alluminio in Sardegna, oppure la TYSSEN con un’acciaieria a Terni, che ahimè sono tutti usciti o in uscita. Poi vi sono quelli in entrata che comprano un pacchetto azionario, di controllo o meno, di società italiane con fabbriche, infrastrutture e posti di lavoro già esistenti, che al contrario dei primi cercano di ridurre i costi, in primis quelli del lavoro. Quando i primi arrivano e’ un bene per tutti, che cessa se questi impianti non vengono poi mantenuti. Quando arrivano i secondi, i vantaggi sono a beneficio di’inventario ex post. Solo i venditori italiano raccolgono  plusvalenze, comunque cash, ma che di solito non viene reinvestito. E’ solo un rimpiazzo, che non dovrebbe consentire di gloriarsi dei afflussi di capitali di questo tipo nemmeno se venissero in soccorso di un’azienda italiana boccheggiante.

 

B15) Stop ai Condoni, talvolta con anonimato e con penalità irrisorie, che premiano i condonati con eccessiva generosità e Stop ai Conflitti d’interessi che oltre ai danni prodotti, se non regolati, sono l’alibi per altri mariuoli che possono dire: così fan tutti.

 

B16) Sostegno invece per una maggiore la libertà di Stampa che faccia un giornalismo divulgativo ed investigativo di qualità, non di servizio al suo Editore o ai suoi protetti. Qualche miglioramento si nota ma in generale le denuncie di atti corruttivi sono ancora tardive e parziali.

 

B17) Ogni Corruzione materiale inquina anche le Coscienze, che intorpidite e scettiche, finiscono di perdere l’impulso di vedere, sentire, parlare, anche perché dai fatti, riscuote maggior successo la difesa ad un cittadino disonesto, rispetto a quello onesto

 

B18) Lo Stato, in quanto tutore della Democrazia, deve riuscire ad operare come un Potere imbattibile. Non può esserci una Forza più forte della sua. In un Paese Civile lo stato Legale deve per forza essere vincente su quello illegale, pena la propria negazione. Ai cittadini non si pone neppure la scelta, ma la grande responsabilità di operare a sostegno della Parte Sana del Paese. Dobbiamo farlo in fretta, altrimenti la Corruzione potrebbe insidiare silenziosamente, ma inesorabilmente, la Costituzione, la Nostra Legge # 1

 

C19) In concreto per passare all’azione, sceglierei un campo specifico, importante e simbolico: il Lavoro nella Pubblica Amministrazione, nessun settore escluso: dai Dipendenti del Ministero della Sanità, ai Dipendenti delle Camere, dai Dirigenti delle Società Municipalizzate, ai quadri più alti della struttura. In questo campo vorrei iniziasse una verifica delle procedure di assunzione confrontandole a quelle standard EU, dove si dispone di un protocollo da rispettare nella trasparenza, pari opportunità, diritti e doveri, chiara definizione dei profili, pubblicazione del Bando ecc. Poi verifichiamone le aderenze effettive. E verifichiamo le Procedure che hanno consentito ripetute fughe di notizie sui test da sottoporre ai candidati. La corruzione si pratica anche per scambio di favori o beni in natura che è poi la strada più difficile da dimostrare. Un conto e’ “licenziare discriminando” (come sarà, una volta abolito Art 18) ma “assumere discriminando” sarebbe come barare dall’inizio. In un Paese come il nostro, con alta disoccupazione giovanile, sarebbe inconcepibile. Il Paese per risollevarsi ha bisogno di occupare i migliori

 

C20) Il nuovo Responsabile della neocostituita Unita Anticorruzione, Raffaele Cantone, se Etica Sempre, condividesse questo mio lavoro, dovrebbe gettare le basi per stabilire un rapporto istituzionale, al fine di fornire un sostegno morale al suo encomiabile quanto difficilissimo compito.

 

Sensibilizziamo prossimamente i vertici del Paese per chiedergli da subito di intraprendere una indagine conoscitiva sul punto 19, sull’integrità dei processi di assunzione nel settore Pubblico, per poi procedere con tempestività e rigore a verificare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di controllo interno nelle strutture volte ad impedire nuove attività corruttive nel settore pubblico.

 

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Comments

  1. sergio giardulli says:

    Sugli argomenti citati non si può che essere d’accordo.E sulle conclusioni che ho qualcosa da eccepire. Senza annoiare nessuno con citazioni storico-sociologiche, prendendo esclusivamente atto dei fatti, è innegabile che il Parlamento Italiano dimostra sempre più di essere una casta che pensa ai fatti propri ( non di partito, non di classe sociale ma PROPRI in senso stretto ). I primi, veri privilegiati sono loro, i parlamentari, scelti dai partiti ( non dagli elettori ) grazie ad una legge elettorale che il suo ideatore immediatamente e giustamente definitì “porcellum”. Mai nome più giusto.
    C’è qualcuno di costoro disposto a privarsi dei propri privilegi nell’esclusivo interesse della Nazione ?. Quale consenso potrebbero raccogliere costoro da un elettorato informato e democraticamente partecipe ?. Nessuno !!. Ecco perchè non abbiamo ancora una legge elettorale in sostituzione del “porcellum”. A loro va bene così
    La burocrazia ( letteralmente: potere degli uffici ) è stata ridotta ad uno strumento per l’esercizio del potere da parte di piccoli e grandi funzionari, di piccoli e meno piccoli ( ma sempre piccoli ) politici periferici e centrali. Tutto l’apparato di corruzioni e frodi come potrebbe sopravvivere senza il tessuto connettivo della burocrazia ?. Non sarà mai toccata, va bene così
    Napolitano, Presidente della Repubblica da ormai 9 anni, più volte ministro e paralmentare dal 1953 ( 61 anni !!!!!!!) non sa quali sono i problemi ? Tutti i parlamentari ex magistrati ( D’Ambrosio, Di pietro, Borrelli, Colombo,Violante, Grasso etc…) non sanno quali sono i problemi ?.
    A chi scriviamo?. Ci mancano gli interlocutori.
    P.S. il “primo ministro” non esiste in Italia, e neanhe il “premier” così come il “governatore regionale”. sono in attesa di sentire “sceriffo”, “ranger” “pard” ” tex willer” e ” kit Carson”.

    • Grazie, Sergio. Mi hai preceduto di poco. Il mio prossimo editoriale verterà appunto sulla prima parte da te descritta. Chi ci ascolterà? Senti, Renzi ha molti lettori della posta che gli arriva; gli segnalano i punti più interessanti. E’ già accaduto che argomenti da noi sollevati vengano poi trattati. Si tratta di scriverlo in modo interessante. Ci proviamo. Un abbraccio

  2. vincenzo farace says:

    ……………….ECCELLENTE! Un solo appunto -la mancata citazione della “distruzione”del capitale etico, morale, umano sociale ed industriale che si chiama OLIVETTI-fra gli esempi di mal gestione si società citate(Alitalia etc)

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