Rassegna stampa 12/09/2014

Sanità.

  • Circola ipotesi che il  Fondo sanitario su cui si regge tutto il servizio sanitario nazionale possa essere tagliato di 3 miliardi di euro
  • Il primo a reagire: Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, che ha delineato le conseguenze di eventuali tagli della spesa sanitaria, e dopo di lui quasi tutti i governatori delle Regioni
  • Dinanzi a queste reazioni l’esecutivo risponde così: “Nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli sprechi”
  • Renzi avrebbe dovuto avviare un confronto con ogni singolo ministro per individuare le voci sui cui calare la scure, ha poi cambiato format chiedendo ai vari responsabili dei dicasteri (con portafoglio) di inviargli le proposte di taglio. Comunque la revisione della spesa, con l’avvicinarsi della scadenza della legge di stabilità (15 ottobre), rimane uno dei dossier più caldi su cui lavora Renzi
  • Il leghista Roberto Maroni (alla guida della Regione Lombardia), in un tweet parla di “dichiarazione di guerra” da parte del governo nel caso in cui davvero i soldi destinati alla sanità dovessero subire una sforbiciata
  • La Cgil: “Aggiungere ai 30 miliardi di tagli già effettuati negli scorsi anni sulla sanità un ulteriore 3% è assolutamente insostenibile. Una scelta di questo tipo equivarrebbe alla decisione di non assicurare più i livelli essenziali di assistenza, come peraltro già avviene in alcune regioni”

Riforme.

  • Volontà del governo di andare avanti in tempi brevi sulla legge elettorale
  • Poi, successivamente, procedere con la riforma della Pubblica amministrazione
  • Secondo voci, Renzi sarebbe pronto ad alcune correzioni: alzare la soglia per il premio di maggioranza, abbassare lo sbarramento anche per i non coalizzati e introdurre una qualche forma di preferenza. Ma da Forza Italia ci potrebbero essere ancora ostacoli su queste modifiche
  • Maria Elena Boschi, intervistata a “La vita in diretta”, si espone sui tempi per l’ok all’Italicum dichiarando che vorrebbe fosse approvata al Senato entro fine anno

Tasi.

  • Dai dati presenti sul sito del ministero delle Finanze risulta che hanno messo on line le tariffe 6.641 amministrazioni municipali, mancano ancora 1.416 degli 8.057 comuni italiani
  • Il termine ultimo di scadenza per la pubblicazione è il 18 settembre.
  • L’aliquota base della Tasi è lo 0,1%, calcolata sulla medesima base imponibile dell’Imu, per le abitazioni principali e assimilati e che sono esentate dall’Imu
  • la somma Imu+Tasi non può superare lo 0,6% per le abitazioni principali di lusso e non può andare oltre l’1,06% per gli altri immobili. Se però il comune stabilisce detrazioni per le abitazioni principali e non prevede per queste un’aliquota superiore allo 0,25% la somma Tasi più Imu può arrivare all’1,14%
  • In circa 2.000 comuni italiani (che avevano pubblicato entro fine maggio le aliquote) si è pagata la prima rata della Tasi lo scorso 16 giugno. I contribuenti che hanno svolto questo adempimento dovranno effettuare il saldo il 16 dicembre
  • Nei comuni che avranno pubblicato la delibera entro il 18 settembre e dove non si è pagato a giugno bisognerà versare la prima rata entro il 16 ottobre e il saldo entro il 16 dicembre, è il caso della maggior parte dei contribuenti e in particolare quelli di grandi città come Milano e Roma
  • I contribuenti dei comuni che entro il 18 settembre non avranno ancora pubblicato le aliquote saranno chiamati alla cassa direttamente per il saldo il 16 dicembre, ma l’amministrazione municipale avrà perso la facoltà di stabilire le aliquote, che saranno quelle standard: 0,1% per l’abitazione principale; 0.1% per gli altri immobili ma solo se l’Imu non è ad aliquota massima

La Redazione di Eticasempre

Le informazioni contenute in questa rassegna stampa sono state ricavate da dichiarazioni di membri del governo o dai media.

Per info e commenti scrivere a busnelli@eticasempre.it

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Comments

  1. sergio giardulli says:

    Cara gigliola
    Il governo Renzi ( il terzo di seguito avulso dalle consultazioni elettorali) si è proposto come rottamatore/ riformatore; i mesi passano e mi chiedo cosa/chi è stato rottamato, quali riforme sono state attuate/avviate ?.
    –“se entro febbraio non avremo una nuova legge elettorale vuol dire che sono un buffone ” .La legge elettorale non c’è e siamo a settembre.
    –Le province hanno cambiato nome ( solo quello !). Quella di Roma intanto ha COMPRATO (!!!!) una nuova sede in zona EUR da 260 mln di euro
    –Il debito pubblico continua a crescere ( anche se lo spread diminuisce !! ). I tagli sono effettuati solo su pensionati e servizi sociali. Allora dove si spendono i NOSTRI soldi ?
    –Art.18; grandi lotte filosofiche su come gestire i rapporti di lavoro. Il problema è il lavoro, non l’articolo 18.!!
    Squinzi, Marchionne, OSCE,…etc sanno quello che dicono.
    ASCOLTIAMOLI, di imbonitori non c’è ne affatto bisogno.
    Sergio, stai sereno ?.No,come Enrico Letta, non ci riesco.

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