LETTERA APERTA AL PRESIDENTE LETTA

Caro Presidente,

il tempo stringe e lei mostra un non-si-sa-dove-fondato ottimismo sul futuro di questo Paese. Lo sono anch’io, ma per motivi diversi dai suoi: gli italiani sono sempre usciti dalle crisi con le loro forze, la loro creatività, la loro capacita’ di gestire l’ingestibile MALGRADO le malefatte del Governo.

Quindi, dopo la mia precedente comunicazione su quanto di IMPORTANTE non era stato fatto, tento di chiederle quanto di IMPORTANTISSIMO va fatto, con due premesse e un suggerimento sulla comunicazione.

Intanto lasci perdere il “piano di instabilità”: cercare di accontentare tutti facendo una piccola elemosina non è più cosa che i cittadini italiani possono sopportare. Scelga i 2 temi che veramente potrebbero rilanciare la crescita e usi lì tutti i fondi.

Smetta di dire che la coperta è corta. Noi sappiamo che non lo è, ma solo che i fondi non sarebbero subito disponibili. Lo dica.

E ora cosa fare, oltre alle misure economiche:

– la legge elettorale

– un piano organico a tre anni “vero”, con investimenti,  coperture e tempi, e non per gettare fumo negli occhi a Bruxelles. Vedrà che andrà bene anche per loro, se lo presenterà con la necessaria forza (io non rido sulle “balls of steal”, ci vogliono).

Da ultimo una considerazione sulla comunicazione.

I CITTADINI NON SI FIDANO PIU’ DI VOI PERCHE’ 1) L’esempio che date al nostro Paese è pessimo (sono 16 o sbaglio le regioni indagate – tutti i partiti – per essersi intascate fondi destinati ai cittadini?); 2) nel proporre nuove misure o commentare la situazione attuale mentite, mentite, mentite in continuazione (perfino il “nuovo arrivato” Grillo si batte per un sussidio fisso di 600€ a persona che costerebbe al contribuente 26 miliardi di €).

E’ inutile dire, caro Presidente,  che nel 2014 ci sarà la ripresa. Lo sanno ormai tutti, basta guardarsi intorno e vedere quante aziende chiudono, quanta gente è arrivata alla soglia di povertà, come sono le nostre infrastrutture. Ma soprattutto cosa avete fatto cambiare IN MEGLIO? Ci dica una cosa sola e quanto è costata.

Malgrado cio’ molti non hanno perso la fiducia in lei. Perché sappiamo che puo’ farcela.

Siccome ho lavorato 30 anni nella consulenza in comunicazione per due governi stranieri e ho fatto eleggere i loro capi di stato, mi permetto di darle alcuni consigli, di cui farà l’uso che crede.

1) Ci sono ancora più del 30% di cittadini che dichiarano che non voteranno (sospetto che ce ne siano anche fra quelli che hanno dichiarato che voteranno: e’ importante da oggi costruire la loro fiducia).

2) Smettete di mentire o di alterare o di tacere la verità: oggi ha più ascolto un politico che dice “abbiamo constatato che questo progetto non sta funzionando. Stiamo lavorando alle modifiche” oppure “per intervenire sulla burocrazia occorrono almeno 2 anni di duro lavoro. Ma  ne varrà la pena.”

3) Coinvolgere i cittadini, anche solo verbalmente. Kennedy, a suo tempo, disse pressappoco “non sono venuto a dirvi che cosa gli Stati Uniti faranno per voi, ma a chiedervi che cosa voi potete fare per gli Stati Uniti”. Non fu fischiato.

E infine, non perda il suo ottimismo, MA LO USI PER DIRE LA VERITA’.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Gigliola Ibba

Presidente

Eticasempre

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Comments

  1. Livia Ferrari says:

    I nostri politici pensano alle loro poltrone e non al bene del paese.
    Tanti sarebbero gli esempi, abbiamo un paese che sta franando in tutti i sensi, perché non si provvede subito dando lavoro a chi ne ha bisogno, forse anche i detenuti sarebbero contenti di occupare le 8 ore, che il ministro Cancellieri vuole che non siano passate in celle strapiene, lavorando per il bene del Paese.
    Come far sentire la voce dei cittadini scontenti?
    Questa mattina ho visto Pzza S. Pietro stracolma, perché dopo la Messa non vanno tutti davanti a Montecitorio a chiedere più ETICA?

    • Davvero! E papa Francesco è un buon divulgatore dell’etica. Io spero che anche i recentissimi richiami di Napolitano ai problemi delle carceri sortiscano qualche effetto. Ciao

  2. Brava, semplice ed obbiettiva… speriamo che ci meditino un po’!!!
    daci voce, non mollare
    saluti

  3. Non Voglio fare” il difensore d’ufficio ” di Enrico Letta ma, penso che debba combattere quotidianamente contro un muro di gomma costituito da apparati statali che difendono con le unghie e coi denti i loro privilegi. I ministri cambiano sovente, molto spesso sono incompetenti, ma la burocrazia che sta alle loro spalle (quelli che noi non conosciamo) la fa da padrona. E cosi’ si moltiplicano i consigli d’amministrazione, i sottosegretariati ecc.Che Letta riesca a scalfire tutto ciò in un breve lasso di tempo è del tutto impensabile. I risparmi di bilancio si otterrebbero SBUROCRATIZZANDO, eliminando la corruzione e l’evasione. Ma questo lo sappiamo tutti. Grazie per la battaglia che stai conducendo

    • Cara Mariapia, Letta sta combattendo su diversi fronti: all’interno del partito, all’interno del governo, con l’opposizione (principalmente i 5S), con l’UE, e chi altro. Devo dire che non gli mancano né il sangue freddo né la salute perché si vede volare di luogo in luogo e affrontare con competenza la materia che è chiamato a trattare. L’unico appunto che noi gli muoviamo è quello di tentare di accontentare un po’ tutti (finendo per non accontentare nessuno), anziché avere il coraggio di puntare su uno/due obiettivi veramente importanti. Grazie per il tuo supporto!

  4. Enrico A.Scolari says:

    Cara Giglola, ho letto il suo scritto: una semplicemente fantastica descrizione del cancro italiano.Non vivo più in Italia da 15 anni (sono cittadino tedesco), ma se mi fosse possibile la eleggerei Capo dello Stato. Mi procuri una bacchetta magica…
    Intanto AVANTI:DIE OFFNUNG STIRBE NIE…

    • Grazie, Enrico! Sai, ho sempre pensato di essere troppo “manageriale” per essere un buon politico. E oggi penso che posso fare molto di più da fuori… Però, grazie, la tua stima mi stimola a fare di più. Grazie davvero!

  5. Antonio PATTANO says:

    Cara Gigliola, sono perplesso. Ma non scoraggiato! Il tuo è un messaggio chiaro e forte che va dritto sul tema reale. E’ indirizzato al Presidente del Consiglio ma deve essere tema di autoanalisi per ogni componente del Consiglio. Non solo. Deve essere recepito da ogni struttura pubblica ove c’è potere decisionale, sia nel grande che nel piccolo, dalle Camere ai consigli Regionali, Provinciali e locali. Ciò perchè nessuno di chi ha poteri di decisione sul bene pubblico non dimentichi di essere al servizio della collettività e non “al comando!”. Burocrati compresi, ai vari livelli! E’ qui la mia perplessità. La struttura amministrativa pubblica è troppo grande e troppo complessa, non ha ancora capito che il suo costo non è più sostenibile dai contribuenti e ciascuna unità si mantiene nella convinzione che sono le altre unità che “sperperano e devono dimagrire”. O DIMAGRISCONO e si ADEGUANO o al contribuente “scappa la voglia di lavorare e di produrre” considerato che comunque in uno stato di bisogno e quindi non ha ritorni. Stiamo tornando al Medioevo e già si vedono i comuni associarsi contro la pressione di Regioni e Stato. Fino a quando vogliono tirare la corda?

    • Caro Antonio, grande saggezza! Ho appena risposto su questo punto e ti rimando qualche riga indietro. Sull’ultimo punto: finchè noi glielo lasceremo fare, smettendo di fare pressioni. Ma qualche segnale c’è già, no? Un abbraccio, socio

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