UN ARTICOLO DAVVERO IMPORTANTE SUI DUE PUNTI CRUCIALI DEL PAESE

Carissimi,

lo so che siamo vicini alle vacanze (anzi, io mi sono già trasferita in Toscana), ma spero possiate dedicare una piccola attenzione su due problemi che, se risolti, farebbero veramente la differenza nel nostro Paese: la sburocratizzazione e il  taglio della spesa pubblica improduttiva.

Ne abbiamo già parlato  e su questi due punti  abbiamo attirato l’attenzione di governo e parlamento.

Molto più autorevolmente  di me e con maggiore competenza ne ha parlato ieri Sergio Rizzo  in un articolo su Il Corriere della Sera, che vi allego. Se avete solo 10 minuti, leggetelo e capirete molto di più su questo Paese, su cosa ci blocca e su cosa dobbiamo combattere insieme per uscire da questa terribile crisi (o restare per sempre pietrificati).

Buona lettura. La nostra azione continua. Quando avete tempo date anche un’occhiata alla nostra sezione sondaggi: PDL 28%, PD 26% e Grillo in profonda flessione.

A presto, programmate o fate buone vacanze!

Un abbraccio

Gigliola

PS: mi sono già complimentata  con Rizzo per il suo intervento così puntuale e informato. Spero che a questo ne seguano altri di stimolo sia al governo che all’opinione pubblica.

Articolo Sergio Rizzo-Corriere della sera 08 Luglio 2013

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Comments

  1. sergio giardulli says:

    Sergio Rizzo sostiene da anni che la classe politica italiana ( sarebbe meglio dire “casta” ) non realizzerà mai alcuna riforma che possa danneggiare se stessa. Un esempio ?: la legge elettorale. Il “porcellum” va bene ai partiti e quindi non si cambia anche se, essendo una legge ordinaria dello stato, basterebbero pochi giorni per farlo.
    Finche la burocrazia e gli sprechi della spesa pubblca improduttiva saranno funzionali alla vita dei partiti ( quanti voti clientelari producono ?) credo, purtroppo, che su questo fronte non vedremo cambiamenti sostanziali.Occorre una rivoluzione vera e la “casta politica” ne stà costruendo le giuste premesse.

  2. gent.ma Giliola, leggere Rizzo mi fa’ male perché la sua bravura è dolorosa come un corpo irrimediabilmente piagato dalle ustioni. Piaghe aperte per le quali solo una nuova pelle potrebbe dare nuova vita. Siamo un popolo in estinzione in un territorio in avanzato stato di decomposizione. Sono una scellerata ottimista di più di 50 anni. Da due anni e mezzo disoccupata, ma non ho smesso di sognare. Solo una rivoluzione può darci una nuova pelle, e tutto ciò solo dal basso può arrivare. Non credo nel potere dell’astensione (mi riferisco al commento del signor Fini).
    Credo che il gesto, l’azione del pensiero possa portare il cambiamento: votare scrivendo che non si è d’accordo, votare annullando rumorosamente o sottovoce, con parole garbate o con parolacce, ognuno a suo modo, ma votare perché è come scendere in piazza. Astenersi è come andare al mare, di craxiana memoria.
    Votare è esserci, prendere le proprie RESPONSABILITA’ in quest’ultima parola sta la chiave di svolta per tutti noi Italiani!
    Cordiali saluti

    • Cara Sonia, per qualche misteriosa ragione il tuo commento si è materializzato solo oggi. Ieri Berlusconi è stato condannato e navighiamo di nuovo a vista: grazia del Presidente Napolitano probabilmente non auspicabile, nuove elezioni impossibili… Beh, io continuo a lavorare un po’, anche se, come sai, incidentata. Se puoi leggi il fondo di De Bortoli sul Corriere. Scusa per il ritardo. Un abbraccio

  3. Massimo Fini says:

    Cara Gigliola,

    Sono completamente d’accordo con Rizzo e con te. Io sono un dirigente industriale e se una qualsiasi azienda avesse un livello di Overhead (costi senza valore aggiunto) al livello anche solo la metá di quelli dell’azienda Italia…ebbene sarebbe fallita da un pezzo. Fine peraltro non ancora scongiurata per il nostro paese.
    Voglio peró sottoporre alla tua attenzione un altro problema della nostra democrazia.
    Se alle prossime elezioni, per assurdo, votassero solo dieci persone, il partito che ottenesse 6 voti canterebbe vittoria, si vanterebbe di aver raggiunto la maggioranza assoluta e pretenderebbe di governare.
    Bisogna trovare il sistema per dare valore all’astensione!

    Che so…ridurre gli eletti proporzionalmente ai votanti, oppure ridurre gli stipendi degli eletti allo stesso modo o altro ancora.

    Finchè l’astensionismo non influirà direttamente sui partiti non cambierà nulla…

    Difficile realizzazione ma come riformare altrimenti questo sistema malato?

    Cordiali saluti

    • Caro Massimo, forse c’è un’occasione per fare la tua proposta, che giudicò molto interessante. Ho modo di farla pervenire alla Commissione che se ne sta occupando. Che ne dite? Vorrei anche qualche altro parere. Grazie, intanto

    • Apprezzo l’osservazione di M. Fini. Più che l’assurdità dei decreti legge, è in effetti preoccupante il fatto che il dissenso della maggioranza non abbia alcun peso, non sia mai ascoltato. Questo è il grave problema dell’Italia: quattro disgraziati hanno il diritto di legiferare, contraddirsi con decreti – legge, fomentare proteste e lasciare tutto come prima (movimento 5 stelle). FINCHE’ L’ASTENSIONISMO NON INFLUIRA’ DIRETTAMENTE SUI PARTITI NON CAMBIERA’ NULLA. Anche gli astensionisti VOGLIONO essere rappresentati, MA NON DA LADRI! VOGLIONO ESSERE RAPPRESENTATI DA PERSONE COMPETENTI: lo dice anche Sartori.

      • Cara Francesca,
        è normale che sia il governo a prendere le decisioni e l’opposizione a subirle. Concordo con te che ci vorrebbe maggior impegno da tutti e due le parti (promuovere misure adeguate e da parte dell’opposizione presentare e battersi per progetti veramente concreti).
        Un abbraccio

  4. mirella giardini says:

    L’articolo molto interessante, per ci si rende conto di quanto farra gginoso sia tutto il sistema e quanto spreco di tempo e di soldi, una burocrazia totalmente assurda e incapace di concludere!!!! Ci vorrebbe un ricambio generazionale! Questi PERSONAGGI non solo sono incapaci, ma non vogliono cambiamenti, sono abbarbicati alle scartofie come alle loro poltrone. Temo che approfittino anche della pausa estiva per combinare maggiori guai! Ci si sente inutili e avviliti! Ma bisogna rimanere vigili e sperare di riuscire a cambiare qualcosa. Approfitto per ringraziarti per il lavoro che stai svolgendo insieme ai tuoi collaboratori e ti auguro delle serene vacanze saluti carissimi mirella

    Date: Tue, 9 Jul 2013 10:21:44 +0000 To: alidamire@hotmail.it

    • Cara Luisa, sono molto solidale con te perché il tuo e’ proprio uno dei due problemi di cui Rizzo si occupa e che sono anche una nostra priorità. Aiutaci anche tu (magari inviandoci una descrizione dei passaggi burocratici a cui siete sottoposti. la pubblicherei in forma anonima) C’è la mettiamo tutta. Un abbraccio

  5. Luigi Pennè says:

    Rizzo è anni che si batte per queste cose, ma la casta ignora, purtroppo!

  6. E’ un articolo molto esaustivo, ma ci sarebbe molto da commentare, per esempio che la burocrazia è creata di proproposito proprio per garantire le migliaia di posti di lavoro di tutte le persone che lavorano per controllare, per mettere dei veti per disfare il lavoro che ha fatto l’altro. Noi piccoli imprenditori vorremmo che queti Signori, geniali, nello stendere le loro regole, si mettessero per qualche giorno al nostro posto, per comprendere quante difficoltà ci creano, quante unitili lavori ci costringono a fare, il risultato, chi se lo può permettere assume uno/ due / … 10 impiegati per gestire la brurocrazia, chi non se lo permette a perde del tempo a gestire carta anzichè dedicarsi alla Sua per creare lavoro e chi non ce la fa chiude!

  7. Franco Giannoni says:

    Sono cose estremamente condivisibili, ma non si realizzano mai. Occorre una vera rivoluzione. Ho gi fatto i miei complimenti a Rizzo, che uno dei giornalisti che apprezzo di pi Ti allego un mio scritto. Franco Giannoni

    • Grazie Franco! Credo che un po’ tutti conoscano l ‘importante lavoro fatto da Rizzo. La questione peculiare e’ che, a parte uscite sporadiche, nessuno – che io sappia – aveva fatto di questi due problemi un quadro altrettanto esaustivo. Grazie ancora per il tuo supporto. Un abbraccio.

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