Altro sul nostro programma…

Prima di entrare di nuovo nel vivo del nostro programma, una parola sulla situazione attuale.

Per natura sono ottimista e voglio continuare ad esserlo , ma vorrei tentare di fare il punto su questa situazione catastrofica dell’Europa e darle una dimensione  possibile,  solo ed esclusivamente, si intende,  secondo il mio giudizio.

Cominciamo da casa nostra. Il Governo Monti ha certamente conferito uno stile diverso al nostro modo di fare e di esprimerci in politica, ma ha anche fatto molti sostanziali errori. Alcuni piccoli ed esilaranti, come quella di considerare i tassisti una priorità, alcuni gravi, come quella di ieri del calcolo degli esodati, ma il maggiore – veramente inspiegabile – è come abbia potuto caricaricare di tasse un Paese già in recessione e, allo stesso tempo, parlare oggi di crescita.

E’ vero. Ci ha dato anche un po’ di lustro all’estero, ma io – forse non capisco tutto o, come vedrete più avanti, lo capisco anche troppo bene – non riesco a figurarmi come questo “lustro” si stia traducendo in aziende che prosperano (o almeno che non chiudono), in meno posti persi, in più lavoro per i giovani, benessere per gli anziani, e, insomma.. dite voi cosa.

E ora l’Europa. Non la regge più nemmeno la Germania. In che buco senza fondo andranno a finire gli aiuti alle banche?

Gli USA. In difficoltà. Perfino in difficoltà si sono detti ieri i mercati cinese e altri orientali.

Dove stiamo andando a finire? Da dove si può ricominciare?

Nel mio ingenuo pensare sono tornata indietro, all’origine di tutta questa macro-crisi. Al giorno in cui i dipendenti, ormai ex,  della Merril Lynch facevano le loro scatole per andar via . Si era detto: mai più una crisi così. Le banche avranno nuove regole, perbacco! Quanto è passato da allora? Avete visto qualcosa? Io sì. Niente nuove regole, ma il consolidarsi dei poteri di quelle 50-70 persone al mondo che le regole le fanno, le mantengono, continuano ad usarle.

Che Monti faccia parte della Trilateral (potente organismo internazionale indipendente) non è certo un mistero, che una super-trilateral governi il mondo neppure (sono appunto le 50-70 persone).

 Bene, voi direte, ma noi cosa c’entriamo? Per come siamo messi ora in Italia, in Europa, molto. Vi ricordate il famoso “fuori onda” in cui un distinto signore, a suo tempo, si rivolgeva a Bush in una riunione ufficiale, dicendogli – a proposito di in documento decisivo – “cosa aspetti a firmare cretino?”. Il distinto signore, che sembrava la sua guardia del corpo, era in realtà il presidente della Salomon Smith Barney. Beh, il potere di questa posizione non mi risulta cambiato.

Conclusione: vogliamo almeno PENSARE di dare qualche regola alle banche e di evitare loro di inquinare tutto, dico tutto quello che ci appartiene? Le nostre istituzioni (che attingono ai loro titoli atipici) fino alle notre aziende, il nostro lavoro, le nostre famiglie?

Ok, veniamo ora ai nostri progetti.

Prima di scrivervi, abbiamo messo a punto con Antonio Pattano e Paolo Saino (presente come capo-gruppo) un magnifico piano per a) diffondere la conoscenza del nostro codice etico per i politici e invitare quelli in carica e i candidati alle prossime politiche a votarlo; b) la pubblicazione sui media di chi l’ha votato e chi no; c) un’azione oltremodo efficace per far sapere a chi li deve votare che noi ci aspettiamo che lo firminino almeno nell’imminenza del voto. E soprattutto che poi lo rispettino.

Le prime due azioni potranno esservi comunicate via blog, ma putroppo la terza – che è decisamente quella più forte – non potrà essere comunicata affatto. Come ho già detto, la sua diffusione ne vanificherebbe di colpo l’effetto. Temo che dobbiate fidarvi e basta (salvo idee che non ci sono arrivate!)

L’altro progetto già in fase avanzata riguarda il “bilancio etico”. Ci sarebbe piaciuto di più far partire prima un’azione di supporto alle aziende in sofferenza per le malversazioni a cui sono sottoposte dalle istituzioni locali e nazionali e dalle banche, ma purtroppo Gian Mario Asselle non ha ancora ripreso a operare in quest’area.

Il “bilancio etico” è invece uno studio che, realizzato da noi, consente alle aziende di mostrare ai propri interlocutori  interni (i dipendenti) ed esterni ( i media, i clienti, i fornitori, i distributori, la comunità locale, gli ambientalisti, i consumeristi, le istituzioni tutte) i progressi e le innovazioni che l’azienda oggetto di questo studio ha portato al mercato. E’ uno strumento estremamente importante non solo per segnalare “chi sta facendo bene”, ma anche per fornire ad altri utili riferimenti di miglioramento.

Abbiamo dato il via anche ad altri due programmi: a quello nelle scuole e a quello per i giovani.

Quello nelle scuole prevede di proporre, attraverso un editore diretto agli insegnanti – per ora delle elementari – , sette/otto lezioni  da somministrare in classe agli alunni sui temi dell’etica. Ad esempio, parleranno di come interagire con i propri genitori, con gli insegnanti, con i compagni, con l’ambiente, con la “cosa pubblica”, ecc. I bambini, dopo la lezione, dovranno produrre un lavoro, con l’aiuto dei propri genitori: un racconto, un disegno, una poesia, un filmato o quanto altro. Fra tutte le classi partecipanti le cinque migliori riceveranno un premio che verrà conferito loro da una delle massime autorità dello Stato (in occasioni analoghe si è trattato del Presidente della Repubblica in Campidoglio).

Per realizzare questo programma abbiamo però necessità di trovare un’insegnante elementare che realizzi i testi delle lezioni. C’é qualcuno fra voi?

Per il progetto “giovani” abbiamo voluto prima sentire il parere diretto dei ragazzi dai 18 ai 25 anni di diverse estrazioni in un “focus group”. Il progetto verrà elaborato sulla base di questi risultati.

Mi fermo qui e mi riprometto di aggiornarvi sugli altri progetti a brevissimo.

Un caro abbraccio a tutti e l’augurio di un felice e finalmente caldo week end!

Gigliola

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Comments

  1. Mariapia says:

    Rispondo dopo 11 giorni al suo editoriale del 15 c.m. Nel frattempo la situazione italiana ed europea sembra precipitare di giorno in giorno. I politici, che non si smentiscono mai, stanno tramando nuovi inciuci al solo scopo di mantenere la poltrona alla quale sono incollati da sempre..Nuove alleanze di comodo, e nessuna preoccupazione per le conseguenze dell’uscita dall’euro che, a detta degli economisti sarebbe un disastro. Dove ci porta questa situazione. Può l’etica salvarci dalla rovina economica?

    • Il “pensiero etico” da solo no. Deve essere accompagnato da opportune azioni che noi stiamo preparando e che mirano al sostanziale rinnovamento del “comportamento” etico della classe dirigente fino ai cittadini tutti di questo Paese. Non si fa in un giorno. Per questo abbiamo deciso di partire dagli estremi: da chi ci governa e dai bambini della scuola dell’obbligo. Nello stesso tempo abbiamo fatto partire la prima azione nei confronti della categoria attualmente più trascurata, quella degli anziani. Seguici e sostieni le nostre azioni. Un abbraccio

  2. marco giovanni carle says:

    Cara Gigliola, temo che la qualità dei nostri insegnanti elementari, non sia tale da permettere loro di preparare lezioni.
    Meglio sarebbe rivolgersi ai docenti che preparano i maestri. Ce ne deve pur essere uno capace svolgere tale compito.
    Ciao
    Marco

  3. Cara Signora Ibba, amici di eticasempre, cosa pensate del movimento 5 stelle? Potremmo unile le nostre forze alle loro alle prossime elezioni?
    Carlo

  4. Cara Gigliola, secondo me purtroppo il maggiore problema dell’affondamento dell’Italia si riduce proprio a questo: al fatto di avere un premier che fa gli interessi non degli italiani, se non per facciata, ma del famoso e famigerato gruppo Bilderberg che continuerà a creare povertà in maniera fittizia con strumenti tutt’altro che etici anzichè far uscire dallo stallo i Paesi dell’Unione.
    Una banco di prova è stata l’Argentina, ma questo Paese a differenza di noi ha potuto risollevarsi grazie alle sue grosse risorse di materie prime, tutt’altro discorso per l’Italia.
    Quindi, come comportarsi? Chiedere le dimissioni di Monti? Soluzione impraticabile, con i politici di razza che abbiamo, saremmo al punto di partenza….

  5. maria de vivo says:

    come sempre bravi e grazie,anch’io mi chiedevo dell’elenco e provvederò.
    Buon lavoro e forza siamo con voi!!!! Maria de vivo

  6. vincenzofarace says:

    Credo di aver scritto fin dall’inizio della costituzione di ETICASEMPRE che per provare ad uscire fuori dalla crisi occorreva mettere a reddito il patrimonio dello stato, monumenti compresi.A reddito e non vendere perchè sarbbe ancora un’ulteriore opportunità perchè venga ingoiata dai “nostri”La gestione dovrebbe essere privata, e meglio ancora se privati internazionali……E’ l’unico modo per diminuire il debito e recuperare “in sostanza” credibilità……….

  7. Guido Antonelli says:

    Cara Gigliola,
    pur limitando la mia partecipazione a leggerti sempre e a scriverti più raramente, mi complimento per la tua sintesi degli italici problemi che condivido pienamente. Anche se, aggiungo, hai dimenticato uno dei problemi più importanti per gli Italiani cioè quello delle pensioni (e non mi riferisco ai soli esodati), che a partire dalla riforma Amato fino alle trovate della Fornero rappresenta una “rapina” sempre più occhiuta a danno dei futuri pensionati di basso e medio livello, quelli cioè che andranno in pensione con il solo sistema contributivo. Nulla si è fatto per eliminare gli infiniti privilegi dei parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, ecc. ed in generale di tutti quelli, soprattutto statali, che sono andati in pensione con irrisori periodi di lavoro e contributi approfittando di leggi e leggine ad hoc. Il sistema pensionistico che si vuole imporre alla maggioranza degli italiani potrebbe essere definito come un prestito forzoso del 33% dello stipendio a zero o quasi zero interessi e a restituzione stocastica!
    Avevo tentato di introdurre questo argomento con Antonio Scrimieri, ma dopo un rapido scambio di email non ho più saputo nulla apprendendo poi da te che Antonio aveva lasciato il gruppo.
    Riguardo al problema dei titoli di stato e dello spread che tanto ci affligge, alcuni imprenditori avevano suggerito che si potessero pagare le tasse o ricevere i crediti dello stato sotto forma di BOT, BTP, ecc.. Ebbene io porterei il discorso al limite (e su questo ho scritto al CdS sicuro che non pubblicherà): perché non rendere i titoli di stato strumenti di pagamento esattamente come il denaro contante per tutte le transazioni tra soggetti italiani?
    Riguardo al problema mondiale della crisi economica non si può che sperare in quei movimenti tipo Occupy Wall Street ma purtroppo sono troppo demagogici, come alcuni movimenti politici nostrani, e non propongono soluzioni credibili.
    Scusa per la lunghezza del mio intervento
    Cordialmente
    Guido Antonelli

    • Non abbiamo dimenticato il problema degli emolumenti e delle pensioni dei parlamentari, ma i nostri interventi di protesta finora hanno avuto solo un piccolo esito (e pensare che si sommavano a proteste di molti altri gruppi e a copiose raccolte di firme!). Proseguiamo le attività di protesta, ma aspiriamo a concludere questa questione solo con la nuova legislatura e le azioni che abbiamo previsto di fare in relazione alle prossime elezioni politiche. Scusa, mi rendo conto di non essere molto esplicita, ma, come ho detto nel mio ultimo editoriale, si tratta di iniziative di cui non possiamo darvi conto (leggilo!).Sulle altre questioni che tu evochi, mi sono già espressa a suo tempo. Un abbraccio

  8. Elena Rampello says:

    Condivido tutto. Mi stavo chiedendo: esiste un elenco delle persone che hanno aderito a ETICASEMPRE? Se sì, dove cercarlo? Mi piacerebbe inoltre sapere se persone che parlano nelle scuole solitamente di etica e regole fanno già parte del nostro movimento (un nome per tutti: Gherardo Colombo, ma potrei continuare con Nando dalla Chiesa, le sorelle di Borsellino e Falcone e tanti altri). Grazie dell’ascolto,
    Elena Rampello

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