Doveroso Intervento Dopo Essermi E Esserci Indignati 1° Febbraio 2012

Carissimi,

Credo che una presa di posizione ci volesse. Ho inviato pertanto a Schifani e Fini il seguente telegramma:

“Comprendiamo perfettamente il senso delle decisioni da voi assunte  in merito agli emolumenti dei parlamentari e siamo profondamente indignati per l’insulto all’intelligenza degli italiani che tali misure rappresentano. Continuiamo la nostra battaglia, che meglio si esprimerà alla fine quando verremo chiamati alle urne. Gigliola Ibba Presidente ETICASEMPRE”.

Non credo, dopo quanto avete scritto, ci sia necessità di commenti. Se qualcuno vuole unirsi a me con lo stesso testo o uno elaborato secondo il proprio pensiero Renato Schifani è a Palazzo Madama 00186 Roma, mentre Gianfranco Fini è in Piazza Colonna 00186 Roma.

Buona giornata!

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Comments

  1. Giovanni Barbini says:

    Mi sembra sempre piu’ evidente che la struttura dell’organizzazione dello stato e’ diventata inadeguata a “governare” Come in tutte le aziende deve essere fatta una ristrutturazione. potremmo fare un’esecizio e confrontarci su tutta la struttura dalla scuola all’esercito, alla sanita’ preoccupandoci di evidenziare i problemi macroscopici e suggerire soluzioni. Se e’ vero che lo stato assorbe quasi meta’ del PIL per spese correnti credo dovremmo avere migliori capacita’ di servizi . Perche’ non buttiamo sul tavolo di discussione come organizzare Parlamento, Regioni, Comuni dando competenze responsabilita’ a questi enti? Tanto per cominciare. Saluti

  2. giancarlo says:

    perchè non vede le mie opinioni sul blog ?

    • Giancarlo o Duccio, non so. Credo che da quando esiste questo blog ho dovuto non pubblicare meno di 10 commenti perchè contenevano parole scorrette e una ventina perchè superavano di gran lunga le 15 righe. Mi spiace davvero

  3. Pier Giorgio says:

    Propongo che ciascuno di noi invii per e-mail copia di questo intervento o uno scritto di contenuto simile, ai presidenti di camera e senato, ai segretari dei partiti politici, ai singoli parlamentari e ai presidenti delle regioni di cui si riesca a reperire l’indirizzo e-mail. Chissà, una tempesta di e-mail potrebbe forse scalfire un po’ il muro di gomma dei nostri parlamentari.
    Pier Giorgio

    • Ok, leggi il mio editoriale di stasera. Parla anche di questo

    • I politici non si fanno scalfire dalla realta’ figurarsi da una montagna di mail, sanno bene quale e’la situazione e la partita che stanno giocando, e poi le mail arrivano a uno stupido server programmato anche per risposte intelligenti. Sarebbe bello che le energie invece di sprecarle cosi’ perche’ non coinvogliarle in iniziative reali! Ossia qualcosa che possa dimostrare che abbiamo finito di essere “fessi” malgrado la presenza del Vaticano in Italia

      • Mi spiace di non aver illustrato bene il lavoro che stiamo facendo! Chi si è sentito di mandare una mail lo ha fatto: ha ricevuto ovviamente una risposta “precostituita”, alla quale rispondiamo. Chissà perchè invece i miei telegrammi che devono essere obbligatoriamente letti da loro non hanno ancora avuto risposta! Queste comunque sono piccole azioni. Di quelle forti parleremo, ma non da queste pagine che sono aperte a tutti. Mi capisci?

  4. Perdonate la disillusione ma se non rispettano la volontà popolare espressa durante i referendum pensate che leggano e prendano in considerazione qualche telegramma?
    Dopo anni di soprusi ora dicono che dobbiamo fare sacrifici.
    Sono anni che pago le tasse e faccio sacrifici, non ho più tempo nè voglia nè soldi per farne altri.
    Chi ha sbagliato deve pagare, scudo fiscale, privilegi, sprechi ovunque e sotto gli occhi di tutti eppure Monti neanche se ne accorge e la colpa di chi è?
    Dei giovani che sperano in un posto fisso? Ma a Monti qualcuno ha detto che in tutte le grandi città un giovane non trova neanche un affitto senza avere un posto fisso? A Monti qualcuno ha detto che le banche senza una busta paga decente quando vai a chiedere un mutuo neanche ti guardano?
    Siamo governati da persone che sembrano ignorare quello che succede nella vita reale, o così vogliono farci credere.
    Sono stufo.
    ps: poco fa, telegiornale italia uno, un giornalista dice, testuali parole: “Bossi lo ha detto questo pomeriggio al parlamento padano”
    Ma possibile che possano dare notizie del genere? A mio figlio che me lo ha chiesto cosa dico? Cos’è il parlamento padano?
    Si possono denunciare giornalisti così?

    • Dovresti spiegargli che tentativi di secessione ce ne sono sempre stati nella storia. Questo, poi, mi sembra più una minaccia che un caso reale.

      • La secessione di Bossi e’ stata la mossa politicamente (possibile)piu’ lungimirante in Italia, ha lavorato ed e’ stato premiato con i voti (ITALIANI) a cercare di far uscire dal condominio Italia un pezzo di societa’ ancora sana, tutti sanno che nei condomini quando qualcuno non paga sono dolori per tutti………………… Pero’ sapendo di non poter mettere un argine al dilagare dilinquenziale e alla commistione politico mafiosa ha cercato nell’isolamento la salvezza di almeno una parte della popolazione italiana. Senza altre idee senza ideologia senza politiche intelligenti ha avuto un successo strepitoso, da niente e’ diventato un partito e un ago della bilancia molto importante, ossia gli italiani (una parte) lo hanno ritenuto molto importante e sicuramente quelli che non lo hanno votato forse lo avrebbero votato se si fossero trovati geograficamente beneficiati! Quindi le alternative realistiche vanno valutate tenendo conto di questi italiani! e di queste realta’!

    • Sono d’accordo su tutto. Abbiamo una classe politica che non ci rappresenta più e che vive in un’altra dimensione. Quanto a Monti non mi sento di criticarlo per adesso perché forse si intravede un po’ di luce in fondo al tunnel e se fossero rimasti gli “altri” (che peraltro votai!) non sappiamo dove saremmo ora… Riguardo ai giornalisti credo che siano rimasti in pochi quelli in grado di fare bene il proprio mestiere.

  5. Ho inviato il seguente messaggio rispettivamente al Pres del Senato e al Pres della Camera.

    Le vostre decisioni in merito ai compensi dei parlamentari sono un insulto agli italiani.
    I parlamentari dovrebbero essere il nostro più alto esempio da imitare nelle fatiche quotidiane nel prenderci cura delle persone che contano su di noi.
    Siamo profondamente indignati e ci vergogniamo dei nostri parlamentari.
    Con maggiore energia quindi continuiamo la nostra battaglia contro l’abuso che i parlamentari fanno della nostra fiducia.

    A quello di Fini ho aggiunto:
    Bene il dimezzamento dei parlamentari tutti.
    E che non sia l’ennesimo insulto a chi conta su di voi.

  6. Antonio PATTANO says:

    l’ONESTA’ e la TRASPARENZA: un altro esempio sull’ETICA.
    Luigi Lusi dopo Filippo Penati. Soldi spariti e controllori che non vedono. I vertici del partito non hanno visto … non sapevano? Eppure pare che Parisi segnalò ….
    Come possiamo affidare l’Amministrazione dello Stato a persone che non sanno, non vedono, non controllano …. a persone che impongono nomi nelle liste elettorali, senza presentarle agli elettori, senza approfonditi controlli. E’ l’ennesima storia che viene a galla e qui il colore non c’entra poichè ce n’è per gran parte dell’arcobaleno.
    E’ urgente varare una legge che regoli la vita dei partiti …. cara onorevole Bindi … non serve una legge servono persone oneste e trasparenti, serve saper scegliere bene le persone, serve tenere gli occhi vigili e serve non difenderli … quando arriva la richiesta di autorizzazione per l’arresto.
    DOV’E’ LA PROFESSIONALITA’ CHE GIUSTIFICA LE “POLITICA COME MESTIERE?”

    ECCO PERCHE’ VOGLIAMO UNA POLITICA ETICA CON POLITICI ETICI.

  7. Vittorio Beggi says:

    Mi viene in mente una antica storiella:
    “Il decano dei topi indisse una riunione. All’ ordine del giorno era il pericolo rappresentato dal Gatto. Discussero a lungo della sua efferatezza, di come giocasse crudelmente con i topi per poi divorarli spietatamente. Conclusero che era necessario appendere al collo del gatto una campanella. In questo modo avrebbero potuto fuggire lasciando il felino con un palmo di naso. Le proposta venne accolta da uno scroscio di applausi. Poi dal fondo una vocina ingenua chiese: “Si, ma CHI sarà che appenderà la campanella al collo del Gatto?”. Seguì un silenzio assai imbarazzante…..

    • Beh, IO NON HO PAURA. Come ho detto dalle pagine del Corriere, possono scavare in tutta la mia vita, di manager, di cittadina. Non ho mai fatto nulla contro la legge, di nessun tipo. Certo, possono inventare qualcosa. Ma ripeto, IO NON HO PAURA: Quindi, andiamo avanti?

      • Antonio Carlino says:

        Sì, andiamo avanti!
        Potremmo per intanto farci promotori di un referendum per l’abrogazione della Legge n. 157 del 3 giugno 1999 che reintrodusse il finanziamento pubblico ai partiti sotto le mentite spoglie del “rimborso spese” , della Legge n. 156 del 26 luglio 2002 che abbassava dal 4% all’1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale (rimborso raddoppiato in caso di legislatura completa), della Legge del febbraio 2006 (non sono riuscito a trovarne il numero) che prevede l’erogazione del rimborso per tutti e 5 gli anni di legislatura indipendentemente dalla sua durata effettiva.
        Il gioco dovrebbe essere piuttosto agevole perché quì si tratta sì di leggi, ma di leggi truffa a danno di tutti i cittadini italiani (almeno di quelli degni di fregiarsi di tale titolo) e ti voglio vedere quando i soloni saranno chiamati a dichiarare o meno l’ammissibilità di un quesito refendario supportato da una valanga di firme. Sì valanga, perché una valanga di cittadini firmerebbe; a parte i “soliti noti”, of course.
        Sto “pazzianno”? Gradirei saperlo.
        Antonio

    • Gentile Vittorio quella campanella sarebbe dovuto essere la nostra coscienza costruita e alimentata da una sana famiglia, da una scuola corretta e da una cultura che avrebbe dovuto diffondere principi del buon padre di famiglia. Tutto questo e’ avvenuto in parte e in maniera assolutamente difforme nelle varie parti d’Italia. L’unica cosa sicura che si sente bene la disgregazione generale al di la’ delle chiacchiere del governante di riferimento di turno. Usiamo le parole di Gandhi gli esempi dell’America, mostriamo la produttivita’ tedesca. Invece noi e L’Italia siamo in attesa che la guerra prossima spazzi l’ipocrisia e il perbenismo dove ci siamo nascosti in questi anni, ma visto che siamo con il ramoscello di ulivo ancora in mano cerchiamo formule per sopperire a tutto quello che ci e’ mancato e al peggio che abbiamo imparato.

  8. Marina Piscitelli says:

    Mi scuso il mio non vuole essere un commento,non e’ necessario ,semmai un plauso alla sig. Ibba e un ringraziamento , ma vorrei ,se può interessare , un suggerimento:può essere utile che i cittadini,che conoscon i vari personaggi politici che operano nel loro territorio,suggeriscano i nominativi delle persone valide eticamente corrette?Avremo dei nominativi per le prossime elezioni

    • E’ un ottimo suggerimento. Questi politici dovranno poi però firmare il codice etico del politico.

      • “Il codice etico del politico” un libro, una raccolta di comportamenti, un vangelo? e se poi dopo averlo firmato non lo rispetta? E chi vigila? E chi prende i dovuti e doverosi provvedimenti? E se il politico non accetta le decisioni dei controllori? E se i controllori vogliono condizionare il politico? E chi controlla i controllori?

  9. gabriella franceschetti says:

    ….fino ad ora sono andati avanti i”delinquenti professionali”, come giustamente li definisce Marco Pannella, adesso vedo arrivare le persone oneste come te Gigliola; la testa del serpente si agita nel tentativo di restare in vita, ma io vedo tante forze positive uscire dall’ombra dove sono state tenute forzatamente fino ad ora…..non so se mi sono spiegata, ma credo stiamo iniziando un nuovo cammino…….Gabriella

    • Non puoi immaginare quante! E quanti stiamo diventando. Dai, Gabriella, impegnati anche tu in uno dei nostri progetti, se puoi! Se no, seguici. Un abbraccio

    • … è verissimo Gabriella, tanta gente perbene si stà attivando per fare qualcosa e per cambiare questo, che io definisco, ” sultanato economico ” generato nel corso degli anni.
      Non è facile !
      Ci vuole costanza e determinazione …. è necessario trasformare in azioni concrete e visibili tutto ciò che di buono stà emergendo !
      Sono arroccati sulle loro posizioni e difendono i loro privilegi senza colpo ferire !
      Non hanno alcuna dignità … e quel che è grave è che dicono di voler cambiare ma in realtà NON VOGLIONO CAMBIARE NULLA !
      …. attenzione però che il popolo non è stupido ! e se manca la michetta … poi son dolori !

  10. Ti seguo con interesse e cerco per quanto possibile di darmi da fare nella mia comunità. Abito a Grumo Nevano (NA) e l’anno scorso sono stato il candidato a Sindaco di una coalizione di “centrosinistra” più una lista nata dalla società civile e associazioni presenti sul territorio. Purtroppo perdemmo le elezioni per circa 200 voti e gli attuali amministratori sono sempre i soliti di cui buona parte affondano le proprie radici politiche in quella che fù la “balena bianca”. Cosa fare? Mi sembra di lottare contro un muro di gomma, ma il mio motto è quello di guardare sempre avanti e continuare a provare a fare quella che io chiamo “la rivoluzione culturale”. Sono tutt’ora in continuo contatto con associazioni locali alle quali parlerò delle tue iniziative con l’augurio che a breve si creeranno condizioni per proporre iniziative comuni.
    Cordialmente Vincenzo Brasiello

  11. Vittorio Beggi says:

    Da noi, in Veneto, si usa dire: “se te sì sentà so ‘na carega, drio parlare co zente che no vòe capire, gnanca i s-ciafòni no serve. Xe mejo che ti te alsi e che te vaghi par i fati tui” (Trad. “Se sei seduto su una sedia e stai parlando con gente che non vuole capire, non servono nemmeno gli schiaffi. E’ meglio che ti alzi e te ne vada per i tuoi affari”).
    Domanda n. 1: Ma, secondo voi, gli onorevoli destinatari dei messaggi e-mail, vogliono capire oppure dei nostri messaggi se ne fanno un baffo ?
    Domanda n.2: Se, come accade, gli unici rapporti che può avere un elettore con lo Stato sono: il confronto fisico con un agente in tenuta antisommossa e/o una cabina elettorale dove puoi scegliere solo quale sarà la prossima multinazionale della politica che ti toglierà il pane, quale può essere il grado di efficacia di una protesta formale ?
    Domanda n. 3: Se lo stato ha ceduto la sovranità monetaria, è di fatto commissariato da un ente extraterritoriale, è retto da persone (anche se integerrime) nominate dall’ alto, anzichè elette, è ancora uno Stato ?
    Domanda n. 4: Sentiremo qualcuno gridare “Alle armi, cittadini, alle armi !” ?

  12. emilio gadaleta says:

    Bene mi unisco

  13. Francesco Gnecchi-Ruscone says:

    Brava! Continuiamo a ricordare a questi avidi parassiti che la nostra pazienza non e’ infinita. Ogni giorno leggiamo sui giornali di nuovi scandali in cui sono coinvolti uomini e partiti politici. Scandali impossibili senza l’omerta’ di tutta la casta. Avremo qualcuno che si candida alle prossime elezioni con un impegno attendibile, preciso e controllabile di comportamento e un programma per la riduzione dei costi della politica a partire dal suo compenso?

    • Penso di sì. Se saremo tanto bravi da far firmare, e poi monitorare, il codice etico dei politici.

      • Codice etico? Si immagini Rutelli dove con lui segretario sono spariti 20 milioni di euro e continua a dichiarare di non sapere nulla, che e’ una persona onesta e passeranno i guai chi si permette di dire il contrario! Si immagini che avesse firmato il codice etico e i monitoratori lo puniscano…………….Si immagini…….

        • C’è un 60% di indecisi al voto o decisi a non votare. Cosa succederebbe se noi votassimo solo chi firma (e ha le carte in regola per farlo) il codice etico?

  14. la voglia di rinunciare a seguire la vita politica del ns paese è proporzionale alla nausea che mi assale nel seguire le vicende della casta, comunque non mi arrendo e continuerò fino a che non verrà raggiunto il risultato della diminuzione -50% dei politici e rigore morale di quelli rimasti, presto sostituiti da giovani preparati.

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